I Milanesi riscoprono il loro Colosseo. Da lunedì potranno tornare a varcare le soglie dell'anfiteatro romano, distrutto nel sesto secolo, che era più grande dell'arena di Verona. Fino ad oggi la sua presenza era segnalata solo da una stele bianca in via De Amicis, ma passava inosservata ai più. Esperti e archeologi hanno lavorato quasi sessant'anni per riportarla alla luce e ora l'antica arena torna a farsi ammirare e entrare nel giardino e nel museo archeologico sarà come fare una passeggiata nei fasti della grande Mediolanum. Una bella stele in via De Amicis ne segnala la presenza da tempo immemore. Solo gli addetti ai lavori, però, hanno potuto varcare finora la soglia del Parco dell'anfiteatro romano" che lunedì aprirà finalmente le porte ai milanesi insieme all'Antiqua-rium "Alda Levi". Il soprintendente per i Beni archeologici Angelo Maria Ardovino e l'archeologa Anna Ceresa Morì attendevano da mesi questo momento. Almeno da quando - e non da oggi - sono stati conclusi i lavori nella sede del museo. Ma una serie di interventi di ristrutturazione all'interno di quello stesso stabile, disposti dal Comune, il padrone di casa, ha costretto a rinviare l'inaugurazione. Il parco archeologico si estende nell'area in cui, in momenti diversi, a partire dal 1936, sono stati riportati alla luce tratti dei muri radiali dell'anfiteatro romano. Questo sorgeva all'esterno della cinta muraria della città e ne costituiva la costruzione di maggiore impatto monumentale: 155 per 128 metri gli assi, 41 per 75 metri l'arena. L'archeologa milanese Alda Levi, cui il parco è stato intitolato, promosse le prime esplorazioni all'inizio degli anni '30. Mentre l'ultima campagna di scavi, tra il 2001 e il 2002, ha rivelato come quella struttura fosse stata distrutta nel 539 d.C, anno della rivolta dei milanesi contro i Goti. Per saperne di più si potrà visitare l'Antiquarium dove, attraverso reperti e pannelli didattici, viene illustrato come funzionavano gli anfiteatri tra combattimenti gladiatori al pomeriggio e spettacoli di caccia al mattino, ambientati in costosi e suggestivi scenari esotici. A un'altra sezione il compito di delineare la geografia del quartiere, denso di significative presente di epoca romana e paleocristiana. Come hanno dimostrato gli scavi effettuati, fra l'altro, in via Cesare Correnti o in Conca del Naviglio, ma come testimonia soprattutto l'alta con-centrazione di presenze monumentali: dalle basiliche di San Lorenzo, Sant'Eustorgio e Sant'Ambrogio, alla torre romana del Carrobbio, al complesso di Santa Maria della Vittoria, sorto sui resti dell'anfiteatro romano", precisa Anna Ceresa Mori nel volume da lei curato L'anfiteatro di Milano e il suo quartiere. Percorso storico-archeologico nel suburbio sudoccidentale (Siria). Ma il vero regalo alla città è l'oasi verde del parco archeologico, destinata ad ampliarsi ulteriormente poiché il Comune sta acquisendo altre aree di proprietà privata. L'inedita sinergia tra Stato e amministrazione locale che si è tradotta, fra l'altro, in una ripartizione dei compiti tale per cui è il Comune a garantire la guardiania diurna, mentre la sorveglianza notturna è a carico dello Stato. La collaborazione prosegue anche all'interno dell'Antiquarium. La stele di Urbicus, per esempio, importante reperto del III secolo d.C., appartiene alle collezioni civiche che grazie a questo do ut des otterranno in cambio una serie di materiali longobardi da esporre nel nascituro Museo della città (nelle ex scuole di via Nirone). Del resto, a un gladiatore del pari di Urbicus -come testimonia l'armamento, rappresentato al gran completo - si addice indubbiamente di più il museo dell'arena. Parco dell'anfiteatro romano e Antiquarium "Alda Levi", ingresso via De Amicis 17, orario: mer e ven 9-14, sab 13-18. Inaugurazione: lunedì 5 luglio.