Tesori e ogni trucco. Ora è esposto il museo nel museo La nuova sala con reperti e segreti del mestiere di Pietro Zangheri Natura italiana com'era 40 anni fa Vedere per piangere le perdite Un altro tassello nel ricco mosaico che forma il Museo di storia naturale. Proprio nell'imminenza del Natale, viene presentata ai visitatori una collezione di grande interesse, quella del Museo Zangheri, con una nuova sala appena allestita. Si tratta della ricca raccolta 15.374 specie di flora e fauna, di cui 109 nuove all'epoca per la scienza, tutte classificate, per un totale di 150mila esemplari realizzata da Pietro Zangheri: piante, animali, minerali dell'Emilia Romagna, che sono stati donati al museo scaligero nel 1968. «Pietro Zangheri nacque a Forlì il 23 luglio 1889. Appena diciassettenne iniziò le prime osservazioni botaniche nei dintorni di Forlì», spiega Angelo Brugnoli, uno dei responsabili del museo, mostrando la nuova sala. «Per più di cinquant'anni raccolse, preparò, studio e catalogò animali, piante, fossili, rocce e minerali della Romagna. Si dedicava alla sua passione per la natura nel poco tempo libero dal lavoro e dagli impegni familiari, tanto che lui stesso si definì "l'uomo dei quarti d'ora". Zangheri morì a Padova il 25 febbraio 1983, dopo avere condotto centinaia di escursioni in tutta la Romagna, e pubblicato 200 lavori riguardanti varie discipline delle scienze naturali. Naturalista per passione, Pietro Zangheri fu presto conosciuto e apprezzato dai maggiori esponenti della comunità scientifica italiana e internazionale. Nel 1956 ottenne la libera docenza in geobotanica all'università di Firenze. Nella sua lunga vita ebbe anche numerosi premi e riconoscimenti ufficiali». Fu proprio questa passione per tutti gli aspetti del mondo naturale che portò Zangheri a creare una cospicua raccolta che nel tempo si trasformò in un vero e proprio museo, donato al Museo di storia naturale di Verona nel 1968. Lo stesso Zangheri catturava, imbalsamava, etichettava, ordinava e schedava meticolosamente. Egli curò personalmente anche la progettazione dei materiali espositivi. Le tecniche di raccolta, preparazione e conservazione di animali, piante, fossili e minerali sono dettagliatamente spiegate da Pietro Zangheri nel manuale Il naturalista esploratore, raccoglitore, preparatore, che ha avuto, tra il 1951 e il 1981, ben sei edizioni. L'opera è arricchita da disegni da lui stesso realizzati, con dettagli sulla preparazione dei materiali naturalistici. «Il Museo di storia naturale della Romagna rappresenta la più completa documentazione sulla flora e sulla fauna di una regione italiana», prosegue Bruignoli, «e offre così un'immagine dettagliata della diversità animale della Romagna dalla prima metà del secolo scorso al 1970. Il Museo della Romagna di Pietro Zangheri, nella sua particolarità di museo conservato in un altro museo e non più incrementato, è una testimonianza inestimabile, utile oggi per valutare i cambiamenti della flora e della fauna. Il museo creato da Pietro Zangheri ha mantenuto nel tempo la sua importanza come fonte di informazioni sulla biodiversità. Questo pone il museo di Pietro Zangheri in linea con l'impegno assunto dal museo di Verona con l'istituzione dell'osservatorio della biodiversità, il cui scopo è quello di raccogliere e organizzare i dati faunistici riguardanti il territorio veronese. Il Museo di Storia Naturale di Verona presenta questa storica raccolta in un allestimento che evoca l'originale».