Tavoli nei saloni affrescati, ok della Soprintendenza Tutto esaurito per il veglione in teatro venduti 600 biglietti Madrina sarà Rossella Brescia Cognata: "Rispetto per il decoro" Petizione di politici e intellettuali "È uno scempio" Dopo la presa di posizione della Soprintendenza ai Beni culturali, che rispondendo a una nota di protesta di Confcommercio aveva messo nero su bianco il no alla possibilità di mangiare sui palchi monumentali, la Fondazione Teatro Massimo ci ha ripensato, modificando in corsa lorganizzazione della cena dellultima notte dellanno. I tavoli verranno allestiti nei saloni di rappresentanza del teatro: quelli che si trovano al secondo livello, allaltezza del palco reale, e che hanno più volte ospitato buffet e rinfreschi. Tutta unaltra cosa rispetto a quello che inizialmente era stato organizzato e che ha spinto circa seicento persone - i biglietti sono praticamente esauriti - ad acquistare i ticket per levento. Fino a ieri cerano due possibilità: cenare nei grandi tavoli sistemati al centro della platea (le poltrone spariranno e verrà realizzata una pista da ballo) o sui palchi. Più il palco era vicino alla platea, più costava. Ogni palco avrebbe ospitato un tavolo da quattro posti. Ma dopo il diktat dei Beni culturali tutto è cambiato: se i grandi tavoli da otto posti rimarranno in platea, quelli sui palchi escono di scena. Si cenerà dunque nei saloni «comodamente seduti e serviti dai camerieri», precisa il Massimo per scongiurare il rischio che qualcuno, deluso dal cambio di programma, possa ripensarci. Sui palchi, dunque, si andrà in un secondo momento, a pancia piena e senza niente da bere, solo per assistere al concerto della Swing dance orchestra. Il teatro ha comunicato il programma alla Soprintendenza, che aveva richiesto chiarimenti: «Se le cose stanno così - dice il soprintendente ai Beni architettonici, Matteo Scognamiglio - non cè bisogno della nostra autorizzazione». «Lorganizzazione e lo svolgimento della serata sono ovviamente guidate dal massimo rispetto per la tutela del teatro e per il decoro a esso correlato - assicura il sovrintendente del Massimo, Antonio Cognata - Si tratta di una manifestazione ideata per promuovere il teatro e non per danneggiarlo o sfruttarlo per presunte finalità privatistiche. Non è una festa a inviti ma un concerto al quale chiunque può accedere acquistandone il biglietto. Circa le presunte anomalie di questa serata in teatro - polemizza Cognata - è appena il caso di ricordare come analoghe manifestazioni si svolgano regolarmente in molti altri teatri storici e non solo a Capodanno». Dopo lesposto di Confcommercio e la denuncia di Italia dei valori, ieri anche un gruppo di politici, intellettuali e professionisti si è mobilitato contro il cenone: in 55 hanno firmato una petizione. «Dopo i ventennali faticosi restauri - scrivono tra gli altri Giovanni Ruffino, Svetlana e Gianni Parisi, Vito Lo Monaco, Alberto Mangano, Leontine Regine, Giovanni Abbagnato, Antonella Monastra, Alessandro Albanese, Carlo Pezzino Rao, Silvano Riggio - apprendiamo che si tenta di trasformare il teatro lirico in dancing-hall, in sala di intrattenimenti e ristorazione. Uno scempio». Ma come sarà organizzata la serata? Alle 20,30 si comincerà con un aperitivo servito in piedi. Poi ci si sposterà per la cena nei saloni affrescati. Subito dopo ciascuno raggiungerà il palco che ha prenotato per ascoltare la Swing dance orchestra. Prima di mezzanotte, la platea si trasformerà in una sala da ballo per il brindisi di mezzanotte. Madrina della serata, ha annunciato ieri il teatro, sarà la ballerina Rossella Brescia. La cena sarà preparata dallo chef Natale Giunta.