Definiti i criteri per scegliere i siti e le compensazioni per le popolazioni locali coinvolte ROMA - Ancora tre mesi per il piano definitivo del nucleare. Il governo accelera sulle nuove centrali approvando il decreto legislativo di 33 articoli che definisce i criteri dove localizzare le centrali, le compensazioni per le popolazioni locali coinvolte e il destino del deposito per le scorie. Ma più la prospettiva del ritorno allatomo si fa concreta, più crescono le proteste: il segretario del Pd Pierluigi Bersani commenta: «Io non ne vedo lutilità, e il senso. Credo che questa operazione ci distragga da quello che dovremmo fare». LIdv annuncia una raccolta di firme per un referendum abrogativo, i Verdi e lestrema sinistra hanno già avviato uniniziativa analoga, le associazioni ambientaliste, dal Wwf a Legambiente, sottolineano che lavventura nucleare è antieconomica e la pagheranno i cittadini. Tra gli entusiasti naturalmente il ministro Claudio Scajola che promette riduzioni del 30 sul costo dellenergia e lad di Enel Fulvio Conti che parla di «pietra miliare per avviare un rinascimento industriale e tecnico». La vera partita però inizierà quando le sedi delle centrali avranno dei nomi definiti. Il decreto passerà alle commissioni parlamentari e alla Conferenza Stato Regioni, poi lAgenzia per la sicurezza nucleare (ancora inesistente) avrà il compito di definire le aree adatte secondo le caratteristiche ambientali e tecniche: i fattori da considerare sono la frequenza di terremoti le caratteristiche geofisiche e geologiche, laccessibilità allarea, la distanza dai centri abitati e le infrastrutture di trasporto, la disponibilità di risorse idriche, il valore paesaggistico e architettonico e la densità della popolazione. Nel frattempo in tre mesi il governo preparerà un piano definitivo in cui spiegherà il numero delle centrali che vuole costruire, in che tempi e i vantaggi in termini di sicurezza energetica e riduzione delle emissioni di gas serra. Dalla primavera i costruttori potranno scegliere il comune dove ubicare limpianto allinterno delle aree decise dallAgenzia. Agli amministratori locali sarà offerto lapparato di compensazioni approvato ieri: durante la costruzione ogni anno saranno elargiti 3 mila euro per megawatt (vista la stazza media di 1600 Mw, significa 5 milioni di euro lanno). Entrata in servizio la centrale pagherà 0,4 euro per mwh prodotto (altri 5 milioni), più i benefici derivati dal gettito Ici dellimpianto (10-13 milioni di euro). Seppur meno generose delle bozze circolate nei giorni scorsi il vantaggio complessivo (10-15 milioni lanno) sarà diviso per il 10 alle province, per il 55 ai comuni e per il 35 ai comuni limitrofi, fino ad un massimo di 20 km. Inoltre il 40 finirà nei bilanci degli enti locali e il 60 andrà a ridurre le tasse locali (addizionali Irpef, Tarsu, Irpeg, Ici). Esiste una clausola anti-ostruzione: i benefici economici decadono se la centrale si ferma definitivamente. Prevista infine la realizzazione di un deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi la cui realizzazione sarà affidata a Sogin sulla base di unautorizzazione unica. Ci sarà una consultazione pubblica con manifestazione dinteresse da parte delle regioni interessate: chi ospiterà il deposito dei rifiuti radioattivi avrà altri benefici economici.