Il museo diocesano raddoppia In mostra gli antichi paramenti Il vescovo: guai se la gente non è orgogliosa della propria storia A un anno di distanza dall'apertura ufficiale del museo diocesano in vescovado (via del Seminario 61), ecco che per Natale la diocesi è riuscita a fare un regalo alla città: l'inaugurazione del secondo lotto di tale esposizione va ad arricchire la già prestigiosa collezione di splendidi oggetti sacri, (suppellettili sacre, ostensori, codici antichi, reliquiari, statue lignee e dipinti), con meravigliose vesti vescovili. Il museo è intitolato alla memoria di don Leonello Barsotti, il prete che ha donato alla diocesi 350mila euro destinandoli alla realizzazione, avvenuta poi grazie al lavoro di mons. Giusti, che ieri - alla presenza delle autorità e di un mare di curiosi e visitatori - ha inaugurato il nuovo spazio contenente i preziosi tessuti. Salvatore Capuozzo ha consegnato al vescovo una icona del 1865 russo-bizantina e un "San Francesco" di Brunelli. L'ha fatto a nome di Anna Cristante, scomparsa a luglio. «È necessario contribuire alla crescita di Livorno partendo dalla cultura», spiega Giusti: «Se il popolo non è orgoglioso della sua storia, e magari non la conosce, non si va da nessuna parte. Livorno è piena di arte e noi vogliamo rendere questa arte accessibile a tutti, soprattutto ai giovani, attraverso percorsi didattici con le scuole e le istituzioni». Grande emozione per questi tesori dimenticati riportati alla luce e al patrimonio culturale della città è stata dimostrata anche dalla Regione Toscana con la presenza del vicepresidente Federico Gelli, che ha espresso l'impegno della Regione in attività culturali come queste, che non vanno dimenticate nonostante le difficoltà di questo periodo di crisi su scala mondiale. «L'economia della bellezza - afferma Gelli - è la straordinaria risorsa del Bel Paese: la nostra tradizione culturale e il patrimonio artistico. Se trascurato l'Italia, smarrisce la sua strada». E Livorno è ricca di storia e tesori che come in questo caso sono stati messi al servizio di tutti, con l'unica preghiera di essere ammirati. Anche il sindaco Alessandro Cosimi non è voluto mancare per il vernissage del nuovo lotto: «Conoscere il nostro passato e le nostre basi ci aiuta a costruire il nostro futuro«, sostiene il sindaco. «Lasciare un patrimonio culturale a chi verrà dopo di noi - aggiunge - è nostro dovere e un contributo necessario alla storia. Non si tratta di guardare indietro, ma di sapere chi siamo e ciò che è stato fatto, per capire il futuro». Clarissa Tempestini PORTUS PISANUS Al Museo di Storia Naturale una mostra che raccoglie reperti provenienti dagli scavi compiuti sull'area di Portus Pisanus nel 2009, le monete e numerosi altri reperti (lucerne, anfore e laterizi) che vanno ad aggiungersi alle altre scoperte già in esposizione dal febbraio scorso.
LIVORNO. Il vicepresidente della Regione: puntare sulla cultura
Il museo diocesano di Livorno ha inaugurato il secondo lotto di esposizione, che include vesti vescovili e altri oggetti sacri. Il vescovo ha sottolineato l'importanza di contribuire alla crescita della città partendo dalla cultura e dal patrimonio culturale. La Regione Toscana e il sindaco di Livorno hanno espresso il loro sostegno alla mostra. Allo stesso tempo, il Museo di Storia Naturale di Livorno ha inaugurato una mostra che raccoglie reperti provenienti dagli scavi sull'area di Portus Pisanus nel 2009. La mostra include monete, lucerne, anfore e laterizi. La mostra è stata inaugurata con la presenza delle autorità e dei visitatori.
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