Silvano Vinceti, l'Indiana Jones dei tempi moderni L'Indiana Jones dei tempi moderni, l'ultimo esploratore, il cercatore di ossa che si cala nelle cripte a caccia di reperti, caricandoli nella jeep per portarli nei laboratori a studiare, in realtà ha ben poco a che vedere con la fiction. Giornalista, scrittore e presidente del Comitato nazionale per la salvaguardia dei beni storici, culturali e ambientali, Silvano Vinceti non è solo un cacciatore di sogni ma anche un tipo pragmatico, a capo di un grande lavoro di équipe partito dal Boiardo e arrivato al Caravaggio. Vinceti, lei è convinto di essere sulla pista giusta? «Sì, siamo convinti di essere vicini al tentativo di dare una soluzione a uno dei tanti misteri della storia umana; misteri legati a questo personaggio così eccezionale, genio e sregolatezza che ci ha ubriacato di bellezza e armonia. Non si tratta solo di accertare se tra i resti della cripta ci possano essere i suoi, ma anche di far chiarezza sulle otto ipotesi di morte. Malaria o brucellosi (malattia trasmessa mangiando carne di pecora), omicidio o rissa, chissà... Saranno i risultati della scienza a dirci se Caravaggio esista o no, qui a Porto Ercole, o se dobbiamo rassegnarci a un mistero irrisolto». La sua "caccia al tesoro" si aggiunge ad altre su personaggi storici. «La prima è stata su Matteo Maria Boiardo. Anni fa per caso conobbi uno storico locale, un tipo affascinante che aveva con sé tante carte e stava facendo un programma per la Rai. Grazie a lui riuscimmo da un dente a risalire al Boiardo, perché dentro la cripta sotto la chiesa di Scandiano (Re) era sepolto il padre ma non sapevamo se ci fosse anche lui. Fu un successo anche scientifico. Poi abbiamo realizzato una ricerca su Leopardi e posso affermare che di non è sepolto al parco Virgiliano di Napoli. Infine una ricerca su Pico della Mirandola e Poliziano, fatta tre anni fa sempre in Toscana, dove accertammo che tutti e due morirono avvelenati, e questo ha permesso di cambiare la rappresentazione della Firenze di Lorenzo il Magnifico, dell'amore e dell'amicizia umanisti, di un ambiente nel quale tutti si amavano. In realtà Pico e Poliziano furono uccisi perché nell'ultimo periodo si legarono a Savonarola che era contrario alla chiesa e al ritorno dei Medici. Ora questo comitato prosegue la sua avventura con Caravaggio, e lo fa per amore, e non per interesse. Per amore della verità, per dare risposte storiche ai misteri, e perché la scienza e l'antropologia abbiano un senso vero, e servano a ricostruire parti di storia umana». (el. gi)
PORTO ERCOLE. Lo faccio per amore della verità
Silvano Vinceti, un giornalista e scrittore, è l'Indiana Jones dei tempi moderni. È presidente del Comitato nazionale per la salvaguardia dei beni storici, culturali e ambientali. Vinceti è convinto di essere sulla pista giusta per risolvere i misteri della storia umana, in particolare quelli legati a personaggi come Caravaggio. La sua "caccia al tesoro" si aggiunge ad altre ricerche su personaggi storici come Boiardo, Leopardi e Pico della Mirandola. Vinceti e il suo team hanno già accertato la presenza di Boiardo e Leopardi in luoghi dove si pensava che non fossero sepolti.
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