La percentuale di fondi pubblici è analoga a quella del Covent Garden di Londra che è il teatro più privato dEuropa I dipendenti della Scala non sono mille ma 804, come stabilito per legge. E la cifra è del tutto proporzionale allattività che oggi viene sviluppata dopo la ristrutturazione e la dotazione della nuova macchina scenica: 280 alzate di sipario per 450mila spettatori. I titoli del 2008 erano 18 e non 15. Lopera, il balletto, i concerti sinfonici, da camera, di canto, le serate speciali, sono parte integrante dellattività della Scala dai tempi di Toscanini e De Sabata. Che un concerto sinfonico costi meno di unopera è lapalissiano, ma escludere circa 65 serate dal calendario della Scala è ancor più improprio. In più, le prove: se unopera impegna dai 20 ai 35 giorni, un concerto ne chiede almeno tre. Dividere brutalmente il budget per le sole recite, senza contare il lavoro "non visto", è privo di qualunque fondamento artistico ed economico. E le tournée del Ballo, del Coro, dellOrchestra e del Teatro intero, dallItalia al Giappone, dalla Germania a Israele, pari a quasi 50 recite fuori sede? Da espungere anche quelle? Nel bilancio del 2009 per aggiornare i dati su un budget di circa 117 milioni di euro, il Fus vale 33 milioni, dunque meno del 30 (28,5 per lesattezza). Il totale dei contributi di mano pubblica è ormai sceso al 42, compresa la Camera di commercio. Nellodierno cda siedono imprese quotate in Borsa e che stanno sul mercato, nonché Fondazioni bancarie. Tutto denaro pubblico? La Scala incassa in biglietteria 27 milioni di euro, la più alta cifra in Italia. Fra abbonamenti, botteghino, soci fondatori, sponsor privati e attività collaterali, la Scala ha risorse proprie pari al 58 del budget: la stessa percentuale del Covent Garden di Londra, che, come noto, è il teatro più privato dEuropa. Riceve infatti dal governo britannico esattamente la stessa nostra cifra: circa 32 milioni. Anche la Scala è dunque un teatro privato? No e nessuno ha intenzione che lo diventi, perché la cultura anglosassone dellautofinanziamento, che però fornisce strumenti legislativi e fiscali adeguati allo scopo, non ci appartiene. Come non appartiene alla Francia, alla Spagna, alla Germania, allAustria. Che infatti sovvenzionano sostanziosamente i teatri dOpera senza che alcuno sollevi obiezioni. La Scala deve confrontarsi con i teatri nazionali di questi paesi: lOpéra di Parigi, che su 170 milioni di budget ne riceve 110 dallo Stato, per 1.570 dipendenti; la Staatsoper di Vienna, che su circa 97 milioni ne ha garantiti 55, per 915 dipendenti; la Bayerische Staatsoper di Monaco, che su 80 milioni ne incassa 50 dallo Stato Bavarese, per 850 dipendenti; il Covent Garden, che su 110 milioni di euro ne ha 32 dal Governo britannico, per 870 dipendenti. In Europa i contributi statali coprono almeno il 50 del bilancio. I numeri sono questi. ( Sovrintendente del Teatro alla Scala) Per quanto concerne il dato del Fus è quello riportato a pagina 5 del bilancio 2008 mentre il numero degli spettacoli è quello del prospetto a pagina 21. Quanto agli 804 dipendenti della pianta organica, vanno aggiunti quelli a tempo determinato e i professionisti. Non trovo errori. Ho attribuito al costo per opera e balletto 106 milioni su 122, gli altri 16 a recital e concerti che sono 64, con un costo quindi di 250mila euro a spettacolo, non poco. Sulla natura del denaro possiamo aprire un dibattito. (lbg)
MILANO - La Scala ha risorse proprie pari al 58 del suo bilancio
La Scala di Milano ha un budget di circa 117 milioni di euro, con il 42% proveniente dalla mano pubblica. I dipendenti della Scala sono 804, ma la cifra è proporzionata allattività sviluppata dopo la ristrutturazione. Il teatro incassa 27 milioni di euro in biglietteria e ha risorse proprie pari al 58% del budget. La Scala non è un teatro privato, ma un'istituzione pubblica che riceve contributi statali. In Europa, i contributi statali coprono almeno il 50% del bilancio dei teatri nazionali. La Scala ha un costo di 250.000 euro a spettacolo, con un totale di 122 milioni di euro.
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