VII Commissione - Resoconto di giovedì 1 luglio 2004 INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA Giovedì 1o luglio 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Mario Pescante. La seduta comincia alle 14.10. .... 5-03318 Butti: Diritto d'autore e prestito delle biblioteche pubbliche. Alessio BUTTI (AN) illustra l'interrogazione in titolo, soffermandosi in particolare sulla necessità di garantire il permanere della gratuità del prestito effettuato dalle biblioteche pubbliche, paventando il rischio che l'esigenza di conformarsi a recenti pronunce degli organi di giustizia comunitari possa condurre ad adottare provvedimenti che, di fatto, disincentivino la diffusione della lettura. Il sottosegretario Mario PESCANTE risponde all'interrogazione in titolo: TESTO DELLA RISPOSTA Si risponde alla richiesta degli interroganti circa gli orientamenti del Governo in relazione alla procedura di infrazione intrapresa dalla Commissione europea nei confronti dello Stato italiano per inadempienza rispetto alle prescrizioni della direttiva europea 92100CE del Consiglio del 19 novembre 1992, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d'autore in materia di proprietà intellettuale, per la parte relativa al diritto di prestito pubblico. La direttiva in questione è stata recepita nell'ordinamento italiano con decreto legislativo 16 novembre 1994 n. 685 che ha modificato l'articolo 69 della legge 22 aprile 1941 n. 633. L'ultima formulazione dell'articolo 69, stabilita dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, prevede il prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche di Stato e degli enti pubblici, ai fini esclusivi di promozione culturale e di studio personale, non è soggetto ad autorizzazione da parte del titolare del relativo diritto, al quale non è dovuta alcuna remunerazione. Risulta che la Commissione europea ha aperto un'analoga procedura d'infrazione anche nei confronti della Francia, della Spagna, del Portogallo, del Lussemburgo e dell'Irlanda, il Regno del Belgio, con sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee dcl 16 ottobre 2003 è stato dichiarato inadempiente per gli obblighi imposti dagli articoli 1-5 della direttiva in argomento. Il Ministero per i beni e le attività culturali, considerata la rilevanza della questione, ha sottoposto all'attenzione del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore il problema del diritto di prestito pubblico. Tale Comitato ha rilevato la necessità di adeguare la normativa interna a quella comunitaria bilanciando, però, i diversi interessi costituzionalmente tutelati e ha sostenuto l'opportunità di adottare un provvedimento legislativo che intervenga sull'articolo 69 della legge n. 633 del 1941. Questo provvedimento dovrebbe tenere conto della necessità di non gravare sull'utente finale e sulle biblioteche, mediante una soluzione che contemperi i differenti interessi delle parti (diritto allo studio e alla informazione e diritti economici degli editori e degli autori). Si è parallelamente provveduto a costituire un tavolo di lavoro al quale sono stati invitati i rappresentanti di tutte le amministrazioni e degli enti interessati (Ministero dell'istruzione, università e ricerca, Presidenza della Conferenza dei rettori delle università italiane, Associazione nazionale dei comuni italiani, Unione province italiane, Coordinamento assessori regionali alla cultura, Associazione italiana biblioteche e Ministero delle politiche comunitarie). Tale gruppo di lavoro ha predisposto un documento che individua un ventaglio di possibili soluzioni operative per l'integrazione della procedura dì recepimento della direttiva comunitaria anche nella parte relativa al diritto di prestito pubblico. Le molteplici posizioni relative alle modalità di copertura degli oneri relativi ai diritti da riconoscersi a favore degli autori emerse dai lavori del gruppo sopra menzionato sono sintetizzate nell'elenco che segue: trasferimento degli oneri di cui trattasi sui bilanci delle amministrazioni di riferimento delle biblioteche; creazione, da parte dello Stato, di un fondo di protezione degli autori italiani, al quale potrebbero contribuire anche le regioni stesse con loro risorse dirette; aumento in percentuale minima del prezzo dei libri in vendita, sul modello di quanto fatto attualmente per l'acquisto di supporti vergini (cassette, nastri e CD); applicazione di uno sconto minore da parte degli editori per i libri acquistati dalle biblioteche, applicando un meccanismo di mercato per determinare le modalità di calcolo; previsione di una percentuale sul deposito legale, tenendo conto dei dati ISTAT sulla produzione editoriale nazionale, calcolata mediamente sulle 50.000 edizioni ogni anno tra le prime edizioni e successive ristampe, tenendo conto, altresì, della parte relativa agli autori italiani all'interno della produzione editoriale. Nei prossimi mesi saranno messe a fuoco e valutate tutte le soluzioni che consentano di non incidere sul diritto di prestito, che deve essere promosso e agevolato in quanto servizio base, attesi i bassi indici di lettura italiani. È ferma convinzione che la circolazione del libro e la diffusione della lettura siano obiettivi di primaria importanza; per tali ragioni la politica culturale di questo Ministero non potrà non essere orientata, nell'affrontare le problematiche relative all'integrale recepimento della direttiva in argomento, al riconoscimento del ruolo strategico svolto dalle biblioteche pubbliche nella promozione del libro. Alessio BUTTI (AN), replicando, esprime apprezzamento per l'analiticità della risposta fornita dal rappresentante di Governo e se ne dichiara soddisfatto, atteso che ne emerge il chiaro orientamento di continuare a garantire la gratuità del servizio di prestito realizzato dalle biblioteche pubbliche. In merito alle possibili opzioni indicate nella risposta del Governo, esprime peraltro perplessità in ordine all'opportunità di trasferire gli oneri connessi al prestito in capo alle amministrazioni locali di riferimento, considerato che queste ultime risultano già pesantemente gravate da ulteriori oneri di natura economica. Concludendo, ribadisce che, pur essendo consapevole della necessità di garantire la tutela dei diritti economici degli editori e degli autori, si deve ritenere comunque preminente il diritto alla cultura e allo studio, di cui deve essere assicurata la più ampia protezione, anche attraverso la gratuità del prestito pubblico.