Per salvare il loro museo, su cui incombe lo spettro del fallimento, i cittadini del diciottesimo arrondissement di Parigi, sindaco in testa, sono insorti con lo stesso spirito rivoluzionario dei sanculotti del 1789. Hanno firmato petizioni, inviato lettere ai giornali, inondato di proteste il web, mobilitato personaggi dello spettacolo e della cultura, da Claude Lelouch a Francis Huster, da Richard Berry ad Anne Roumanoff. Chiunque viva ai piedi della Butte sembra pronto a battersi per impedire la morte annunciata della prestigiosa istituzione. Il Musée Montmartre, in effetti, se la passa malissimo. E' in deficit da dieci anni. E adesso la Mairie di Parigi fa sapere di non essere disposta a rinnovare i finanziamenti. La cosa migliore, dicono i funzionari del Comune, sarebbe la dissoluzione della Société du Vieux Montmartre, che gestisce il museo, e il trasferimento dei seimila pezzi (quadri, statue, manifesti, documenti e oggetti vari) del museo. Vogliono vederci morti, ma noi non ci lasceremo derubare, tuona Daniel Rolland, amministratore della società. Visitato da oltre 50mila persone l'anno, il Musée Montmartre è un luogo unico a Parigi: qui si respira il periodo d'oro del villaggio in cui vissero Renoir e Monet, Utrillo e Toulouse-Lautrec. Tutto quel che c'era di artistico nella capitale francese fra il 1880 e il 1920 è passato di qui (prima di spostarsi a Montparnasse e più tardi a Saint-Germain-des-Près): il Deficit Moulin Rouge, le ballerine di canc-can, gli spettacoli di cabaret, «i bals musette», gli chansonnier , le modelle che sfilavano nei quadri (e nei letti) degli artisti. La sede, una palazzina settecentesca situata al numero 12 della rue Cortot, apparteneva in origine ad un attore amico di Molière; nella seconda metà dell'Ottocento si trasformò in atelier di artisti. Oggi è di proprietà del Comune di Parigi. Il quale ha deciso a fine ottobre di tagliare i viveri: il sindaco Delanoe non vuole finanziare un museo che perde 150 mila euro l'anno. Già nel 2007 un rapporto dell'Ispettorato generale dei musei di Parigi aveva messo in evidenza difficoltà finanziarie croniche dovute a errori di gestione . Secondo la Mairie, i responsabili della Sociétè du Vieux Montmartre non sono in grado di portare avanti un progetto culturale e scientifico rigoroso. Di qui la proposta di sciogliere la società, chiudere il museo e trasferirne altrove le opere, ad esempio il Museo Carnavalet. Scandalizzato, l'amministratore Daniel Rolland obietta che una nuova équipe è stata nominata pochi mesi fa alla guida del museo: «Non possono fare i miracoli», protesta. Rolland insinua che il vero obiettivo del Comune è avviare una lucrosa operazione immobiliare vendendo a privati la sede del museo. «Non ci lasceremo derubare», replica Daniel Vaillant, sindaco (socialista, come Delanoe) del 18esimo arrondissement. Una soluzione, che prevede l'intervento di un mecenate, sembra sul punto di essere trovata. Nel frattempo, armi in pugno, i sanculotti di Montmartre stanno all'erta.