La lunga attesa è terminata. Il museo archeologico di Nola riapre, nove anni dopo, le porte ai visitatori. L'evento è stato salutato con un dibattito che s'è tenuto, ieri pomeriggio, presso la sala dei Medaglioni della Curia di Nola sull'attuazione e sul rilancio del Piano di valorizzazione dei Beni culturali dell'Area Nolana, al quale hanno partecipato tra gli altri il sindaco di Nola, Geremia Binacardi e gli assessori regionali ai beni culturali e attività produttive, Oberdan Florenza e Gianfranco Nappi. Ad impedire in tutti questi anni il funzionamento dell'importante museo, ospitato nell'ex convento delle suore cannossiane di via Cocozza, sono stati gli interventi di restauro e allestimento di alcuni reperti tra cui spicca l'importante capanna dell'età del bronzo. Una vera rarità dove sarà possibile ammirare alcuni dei 264 reperti che, tra vasi, forni, tracce di trame di tessuto, resti di animali e perfino un copricapo di zanne di cinghiale, sono stati rinvenuti durante gli scavi. Gli allestimenti sono durati un po' più del previsto suscitando polemiche e proteste. L'inaugurazione della prima area del museo risaliva, infatti, al 2000. Nel 2002 toccò invece al presidente della giunta regionale Antonio Bassolino tagliare un altro nastro di partenza. La breve e felice parentesi durò sino al 2004 quando il museo venne chiuso definitivamente per consentire gli interventi di restauro. Il comune di Nola di concerto con la Soprintendenza di Napoli sta verificando la possibilità di tenere aperta la struttura per tutti i weekend. L'ostacolo principale è il reclutamento in tempi stretti di personale qualificato. Un problema da risolvere in fretta se si vogliono evitare gli errori del passato. Il patrimonio storico archeologico, custodito nell'ex convento, è infatti di altissimo valore, in grado di richiamare nella cittadina nolana studiosi e visitatori da ogni parte del mondo. Il sindaco di NoIa ha commentato positivamente la riapertura del museo assicurando l'impegno dell'amministrazione comunale a sostenere ogni azione necessaria per il rilancio della struttura». Il museo storico archeologico di Nola, uno dei più importanti della Campania. ospita una mostra permanente unica al mondo: un percorso espositivo suddiviso in cinque sezioni dedicate alle varie fasi di evoluzione della civiltà nolana. Il percorso è arricchito di reperti dell'epoca e tracce di un glorioso passato. Al settore storico si affianca quello preistorico con gli eccezionali recenti rinvenimenti dal territorio di Nola e di San Paolo Belsito, relativi agli abitati dell'età del Bronzo seppelliti dall'eruzione Vesuviana detta delle "pomici di Avellino". Inoltre, un'apposita area espositiva è stata riservata ai periodi medievale e moderno. Nel museo nolano approderanno, invece, dopo le operazioni di restauro, dipinti del Settecento napoletano firmati da Domenico Antonio Vaccaro e Ferdinando Sanfelice. Sempre Nola giungerà in questi giorni una statua marmorea d'epoca imperiale romana ritrovata dai carabinieri in un'abitazione privata di Cicciano. La città di Nola è pronta a riabbracciare il proprio passato.
CAMPANIA - Riapre il museo archeologico.
Il museo archeologico di Nola, chiuso per nove anni, è finalmente riaperto ai visitatori. L'evento è stato salutato con un dibattito sull'attuazione del Piano di valorizzazione dei Beni culturali dell'Area Nolana. Il museo, ospitato nell'ex convento delle suore cannossiane, ospita reperti come la capanna dell'età del bronzo e altri 264 reperti rinvenuti durante gli scavi. Gli allestimenti sono stati più lunghi del previsto, suscitando polemiche. Il comune di Nola sta verificando la possibilità di tenere aperta la struttura per tutti i weekend. Il patrimonio storico archeologico è di altissimo valore e richiama studiosi e visitatori da tutto il mondo.
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