L'anno nuovo decreterà se il Lisippo sarà confiscato o no. Se cioè il prossimo 15 gennaio il giudice (Lorena Mussoni) del tribunale di Pesaro deciderà che l'inestimabile bellezza dell'atleta di Fano (statua in bronzo a grandezza naturale pescata nel 1964 davanti a Fano, ora conservata al Getty Museum di Los Angeles) debba tornare nella disponibilità dell'Italia, dopo che in una precedente udienza lo stesso giudice l'ha già dichiarata «bene inalienabile dell'Italia». Il Getty Museum potrà a quel punto impugnare il provvedimento in Cassazione. Ma potrebbe anche succedere che a quel punto il Getty ceda: c'era stato un accordo, a seguito della «minaccia» di embargo culturale che fece Rutelli pochi anni fa al Getty Museum, in base al quale il Getty si sarebbe rimesso riguardo al Lisippo alle decisioni della giustizia italiana. «Questo, in teoria , come spiega Alberto Berardi, coordinatore dell'associazione «Cento città, che alla battaglia del Lisippo ha dato nuovo vigore pochi anni fa. L'udienza di ieri (5 ore) è stata dedicata all'interrogatorio dell'attuale vice presidente del Getty Trust, Stephen Clark: che doveva dimostrare che l'acquisto (3 milioni e 900 mila dollari, nel 1977) del Lisippo era avvenuta seguendo la «due diligence», la dovuta diligenza, cioè assicurandosi la legittima provenienza dell'opera. Ma documenti nuovi, decisivi, in tal senso non sono emersi. Forse perchè non ci sono, da parte degli americani. Clark ha citato ieri l'atto con cui la casa ArtemisHerzer poi vendette realmente la statua al Getty: casa che avrebbe assicurato, ha ripetuto Clark ieri, che «tutta la documentazione che accompagnava la statua era regolare e veritiera». Ovviamente. Lo stesso Paul Getty Senior, si era raccomandato, prima di morire, che l'acquisto fosse fatto solo se si poteva essere sicuri della legittima provenienza della statua. Rincara la dose l'avvocato dello Stato, Maurizio Fiorilli: «Clark non ha aggiunto elementi utili alla difesa. Anzi, forse è emerso qualche elemento in negativo per loro». In aula anche Stefano Alessandrini, consulente di archeologia, già impegnato in molte altre battaglie per il recupero di opere italiane all'estero. E il pm Silvia Cecchi ha chiosato: «Le dichiarazioni di Clark non hanno spostato di nulla il quadro del problema. I documenti parlano da soli».
Italia e Stati Uniti, per il Lisippo guerra in tribunale.
Il tribunale di Pesaro ha fissato un'udienza per il 15 gennaio per decidere se il Lisippo debba essere restituito all'Italia. Il giudice Lorena Mussoni ha già dichiarato il bronzo come bene inalienabile dell'Italia, ma il Getty Museum potrebbe impugnare la decisione in Cassazione. Il Getty Museum ha acquistato il Lisippo nel 1977 per 3,9 milioni di dollari, ma non ha fornito documenti che dimostrino la legittima provenienza dell'opera.
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