L'ultima mostra che ho visitato al castello di Rivoli è stata quella di Thomas Ruff, il tormentato esploratore dell'irrealtà virtuale. Pioveva a dirotto ed eravamo in tutto tre visitatori. Restammo a lungo e sempre in tre. «Rivoli si dice da 18 anni ha un programma di élite. È ora necessario, si afferma, cambiare». Lo devono avere pensato anche l'assessore Gianni Oliva e il presidente del castello, Giovanni Minoli, chiamando in prima battuta Jens Hoffmann a dirigerlo, uomo di formazione internazionale, e affiancandogli Andrea Bellini. Ma una scelta era già stata fatta prima, con la nomina a presidente di un giornalista di qualità,come Giovanni Minoli, ma che non è certo uomo di musei né di mostre internazionali! Il «duumvirato» non ha funzionato (ieri ne è stato riproposto un altro), anche se, sulla scacchiera «doveva» funzionare, vista la formula innovativa «global-local»: Hoffmann come global e Bellini come local. Ma il global se ne e è andato in malo modo, accusando Minoli di mancanza di professionalità. Accusa grave e di cui non abbiamo prove, ma che pone il problema più ampio di che cosa sia oggi la professionalità nel campo dei musei e in particolare dell'arte contemporanea, che sembra sfuggita al Bel Paese. La crisi di Rivoli ci riguarda non soltanto perché tocca il più innovativo museo d'arte contemporanea d'Italia, ma perché solleva questioni non da poco sulla formazione e la scelta dei direttori dei musei d'oggi e sul rapporto tra politica e cultura. Il ministero per i Beni culturali ha creduto di risolvere il problema con una decisione salomonica: da una parte la valorizzazione, affidata a un puro manager senza competenza specifica, e, dall'altra, la tutela. Ma intanto non si ha ancora alcuna idea di chi sarà chiamato a dirigere il Maxxi, il grande museo di Roma, per ora vuoto, eretto su progetto di Zaha Hadid come rivale del Guggenheim di Bilbao. Sarà un comunicatore o un conoscitore? Un global o un local?
RIVOLI - professionalità cercasi nella gestione dei musei
Il castello di Rivoli ha avuto una mostra di Thomas Ruff, un artista tedesco. La mostra è stata visitata da tre persone, tra cui l'assessore Gianni Oliva e il presidente del castello, Giovanni Minoli. Tuttavia, il duumvirato tra Jens Hoffmann e Andrea Bellini non ha funzionato, poiché Hoffmann ha accusato Minoli di mancanza di professionalità. La crisi di Rivoli solleva questioni sulla formazione e la scelta dei direttori dei musei d'arte contemporanea e sul rapporto tra politica e cultura. Il ministero per i Beni culturali ha cercato di risolvere il problema con una decisione salomonica, ma non ha ancora annunciato chi sarà il nuovo direttore del Maxxi a Roma.
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