In caso di ricostruzione laltezza massima non potrà superare i 13 metri Norme anti-Quadra, dopo lok della giunta arriva quello del consiglio comunale. E la rivoluzione dellurbanistica annunciata dal sindaco Renzi allinizio del mandato inizia a prender forma: capannoni ed edifici classificati come classe 6, cioè passibili di demolizione e ricostruzione, non potranno più essere trasformati in palazzoni di sette piani. In pratica la fine dellera del «riempi tutto»: «Recuperi particolarmente impattanti come quello dellex Lavazza di Rifredi, di diversi edifici al Galluzzo e di quelli che hanno circondato la cosiddetta "casina rosa" al ponte di Mezzo con queste norme non sarebbero stati possibili», si ragiona ora negli uffici comunali dellurbanistica ricordando che alcuni di quei progetti erano proprio della società Quadra, al centro di uninchiesta della magistratura. Per gli edifici in classe 6 e B1 (oltre 1000 in città) con la variante alle norme tecniche del piano regolatore approvata ieri (25 voti favorevoli, quelli del Pd, della Sinistra e dellIdv, astenuta Ornella De Zordo di Perunaltracittà, non voto di Pdl e gruppo Spini), le maglie diventano più strette. Non si potrà più aumentare del 10 per cento la superficie utile lorda. E per tutti gli interventi di sostituzione e ristrutturazione urbanistica si dovrà presentare un piano dattuazione (non sarà più sufficiente il permesso a costruire o la semplice Dia prima consentita per interventi fino a 2000 metri quadri). Laltezza massima consentita delledificio progettato dipenderà non solo dalle altezze dellisolato, ma anche dalla collocazione del nuovo edificio rispetto allisolato. In pratica, si dovrà mantenere invariata la sagoma delledificio. E al più, si potrà modificarla in ragione di un coerente adeguamento con gli edifici circostanti. In ogni caso laltezza massima del nuovo edificio che verrà ricostruito al posto del vecchio sarà limitata ad un massimo di 13 metri. E qualora il nuovo edifico si collochi allinterno di un isolato laltezza massima si riduce a 7 metri. Praticamente alla metà. Le norme finora applicate, spiega Palazzo Vecchio, si sono rivelate inadeguate dal momento che più interventi sugli edifici di classe 6 hanno prodotto «insediamenti talvolta incongruenti e impattanti con il contesto». Con la norma attualmente in vigore, si fa notare, era ammessa la demolizione di edifici di classe 6 e la loro ricostruzione in aree che il piano regolatore individua come verde privato e aree di pertinenza di edifici pubblici e privati. Ora nemmeno questo si potrà più fare. Tra 60 giorni, dopo le osservazioni, il giro di vite sarà effettivo.