Inaugurazione prevista in primavera con una novità: la sala per le mostre Il progetto realizzato fino al 2004 è stato modificato del tutto LIVORNO. Visto dall'esterno, l'acquario Diacinto Cestoni dà ancora la sensazione di un cantiere di lavoro in forte movimento. E in effetti le cose stanno proprio così, anche se va detto che il più ormai è stato fatto: le opere murarie e strutturali sono state completate («resta da finire solo un intervento nell'avancorpo», spiega l'ingegnere del Comune Tommaso Tocchini), e dentro e fuori si lavora più che altro agli allestimenti. «I lavori strutturali veri e propri termineranno al più tardi a metà gennaio - aggiunge Tocchini - dopodiché Opera Laboratori Fiorentini si concentrerà sugli arredi, sulle scenografie delle vasche e sull'introduzione dei pesci. Inutile sbilanciarsi sulla data di apertura: tutti qui stanno lavorando per inaugurare la struttura a marzo, ma al più tardi l'apertura ci sarà ad aprile». Una scommessa vinta, perciò, quella del sindaco Alessandro Cosimi che, nel 2004, aveva ereditato un acquario ancora da completare e, soprattutto, un contenzioso con la ditta esecutrice che aveva avuto come conseguenza il blocco dei lavori. Sembrava che l'operazione acquario fosse a un passo dal fallimento, ma il sindaco - dopo aver definito il contenzioso - ha avuto l'idea di reclamizzare il progetto a livello internazionale (sfruttando anche il salone nautico di Genova) e si è messo così alla ricerca di un'azienda specializzata nel settore che si facesse carico di tutto il peso economico dell'intervento. L'ha trovata nei fiorentini dell'Opera Laboratori - società specializzata non solo nei grandi acquari, ma anche nella gestione di musei (primo fra tutti la Galleria degli Uffizi), di mostre di arte e di scienza, di eventi e di restauri - che hanno investito oltre sei milioni di euro sul Livorno e hanno rivoluzionato completamente il precedente progetto dell'acquario Cestoni, coniugando l'aspetto scientifico con quello ludico-promozionale: la struttura è stata letteralmente svuotata della parte burocratica, con l'eliminazione dei numerosi uffici del Comune e del Cibm che erano stati realizzati, e così l'area per l'esposizione è stata addirittura triplicata. Il nuovo acquario potrà contare su 3.000 metri quadri di superficie, 65 vasche per circa 1.000 metri cubi d'acqua («quella degli squali è di quasi 400 metri cubi d'acqua, come la capacità complessiva dell'acquario progettato precedentemente», sottolinea Tocchini), 2 gallerie espositive e varie aule didattiche. In più, nel "cubo" troveranno posto un bar, un ristorante ed esercizi commerciali, mentre in prossimità del percorso espositivo ci sarà un punto vendita di gadget e di materiale di vario genere riguardante l'acquario. Ma il nuovo Cestoni avrà anche una valenza artistica e culturale. Al piano superiore, in una superficie liberata dagli uffici che erano stati pensati per il Comune e il Cibm, è stata ricavata una grande sala mostre per allestimenti temporanei. «Il filo conduttore di queste mostre - conclude Tommaso Tocchini - sarà il mare e la scienza, e le esposizioni cambieranno nel corso dell'anno dando così sempre un tocco di novità all'acquario. Questa opportunità è stata resa possibile dalla grande esperienza che Opera Laboratori ha nella gestione museale, a cominciare dal sistema dei musei di Firenze e di Siena». A.G.