BOLOGNA Grande successo di pubblico e di critica. La legge regionale per il recupero di edifici storico-artistici e la promozione della qualità architettonica e paesaggistica del territorio stacca i primi assegni. Al bando con cui sono stati messi a disposizione i finanziamenti (9,3 milioni di euro) hanno risposto in 350 imprese tra pubbliche e private proponendo circa 500 interventi. Ne sono stati scelti 50. Troppo pochi assessore, che fa la Regione? «Il nucleo di va-lutazione, di cui ha fatto parte anche il Soprintendente regionale ai Beni culturali spiega Pier Antonio Rivola, assessore regionale alla Programmazione territoriale ha formulato le graduatorie che la giunta ha recepito finanziando gli interventi fino all'esaurimento delle risorse disponibili. Stavolta abbiamo messo in campo 9,3 milioni, di cui 1,8 vanno a coprire convenzioni già in essere per alcuni importanti restauri avviati negli anni scorsi: palazzo Gonzaga a Guastalla, Casa Guglielmi a Montecatone di Imola, la Rocca di Dozza, sede dell'enoteca regionale». Sì, ma per gli esclusi c'è speranza? «lo sono il primo a sostenere che è necessario investire altre risorse per conservare e valorizzare un patrimonio architettonico e urbano di enorme valore. E non solo io. Anche il consiglio regionale ha approvato una risoluzione in questo senso. E posso assicurare che l'impegno della giunta è di stanziare altri fondi per poter finanziare ulteriori interventi già in graduatoria». Fino a quando? «La graduatoria resterà in vigore fino alla fine del 2005 e comprende oltre 400 progetti». I progetti prescelti cosa riguardano? «Dall'insieme di questi 50 interventi emerge con evidenza l'idea di base regionale: promuovere cioè l'attuazione di progetti che favoriscano il miglioramento della qualità architettonica e del paesaggio attraverso una serie coordinata di azioni: restauro, manutenzione e recupero urbano, progetti di arte pubblica, nuova architettura per funzioni pubbliche, promozione di concorsi d'arte e di progettazione, realizzazione di studi e ricerche, demolizione di edifici incongrui con il contesto urbano». Soddisfatto? «E' solo l'inizio. Dobbiamo investire di più, ma non dimentichiamo che l'Emilia-Romagna è stata, due anni fa, la prima Regione d'Italia a dotarsi di una legge sulla qualità architettonica. E questo programma è la prima attuazione. Il ministro Urbani ha dimostrato interesse per la nostra legge, ma ad onor del vero siamo ancora in attesa di una legge nazionale in materia».
Lifting a rocche e palazzi
La Regione Emilia-Romagna ha lanciato un programma per il recupero di edifici storico-artistici e la promozione della qualità architettonica e paesaggistica del territorio. Il bando ha ricevuto 350 proposte, di cui 50 sono state scelte per essere finanziate con 9,3 milioni di euro. Gli interventi scelti includono restauro, manutenzione e recupero urbano, progetti di arte pubblica e nuova architettura per funzioni pubbliche. La giunta regionale ha recepito le graduatorie e ha stanziato i fondi per finanziare gli interventi. Tuttavia, l'assessore Pier Antonio Rivola sostiene che è necessario investire altre risorse per conservare e valorizzare il patrimonio architettonico e urbano.
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