Dopo la scure sulla biblioteca Querini e sul Teatro stabile, lirica in crisi Il sovrintendente: siamo a secco. Cacciari cerca sponsor La deadline è tra dodici mesi e ha quasi il sapore di una beffa. Sopravvissuta alle fiamme dell'incendio del 1996, risorta dalle sue ceneri, la Fenice rischia ora di morire sotto la scure dei tagli alla cultura. Un anno, non di più, di sopravvivenza: i tagli stanno minando il bilancio dell'ente lirico veneziano, costretto a rosicchiare il fondo delle riserve messe da parte per i tempi di magra. Cioè questi. Tra un anno i soldi saranno finiti e la Fenice andrà in rosso. «A quel punto dovremo chiederci tutti se Venezia può permettersi la Fenice». A domandarselo, fin d'ora, è il Sovrintendente Giampaolo Vianello che fa i conti con quel che c'è e, soprattutto, con quello che non arriverà. Una condizione quella del Teatro La Fenice generalizzata, tanto che non più tardi di una settimana fa era partita la missiva firmata da un centinaio di esponenti della cultura veneta all'indirizzo della Regione perché rivedesse all'insù la voce di bilancio (21 milioni appena) riservata alla cultura. Intanto, due giorni fa a Venezia, la storica Biblioteca Querini annunciava una cura dimagrante drastica, con orario d'apertura ridotto e stop estivo di due mesi. Mentre venerdì è stato il turno del Teatro Stabile del Veneto, che ha subito tagli dai due Comuni di Venezia e di Padova, bussare a Ca' Farsetti: «Spero sia stata una svista - ha detto la presidente dello Stabile, Laura Barbiani - perché sui 400mila euro dati al teatro Goldoni, il Comune ne toglie 125mila, il 32. Una follia». Di questo tutto questo la Fenice è l'emblema. I numeri, sviscerati ieri dal Sovrintendente Vianello a Ca' Farsetti, davanti al sindaco Massimo Cacciari, che della Fondazione è presidente, dicono che il rosso del teatro lirico veneziano è pari a un milione e mezzo di euro già quest'anno e che il 2010 sarà anche peggio. «Abbassando i costi di produzione e aumentando i ricavi - ha spiegato Vianello avevamo previsto di recuperare quel milione e mezzo per arrivare al pareggio a fine 2010. Solo che sono stati annunciati altri tagli». Il Fus, prima di tutto, il fondo per lo spettacolo che doveva tagliare un milione e invece raddoppierà il colpo di mannaia, a meno due. «E non conosciamo ancora le intenzionni della Regione», ha aggiunto Vianello. Nel 2009 erano arrivati dal Fus 17 milioni di euro, dal Comune 4,6, dalla Regione 1,8 e dalla Provincia 100mila euro. Tra tagli annunciati e temuti, la Fenice prevede di andare sotto a fine 2010 di altri 2,3 milioni di euro. «In pratica - ha concluso il Sovrintendente - avremo consumato tutto il nostro fondo di dotazione e nel 2011 ci presenteremo con questa domanda: può Venezia permettersi ancora la Fenice?». La risposta per ora non c'è. Lo stesso sindaco Cacciari ammette che «l'unica strada percorribile è quella degli sponsor. Se nei prossimi anni non si riuscirà a favorire la presenza dei privati, attività culturali come queste sono destinate a chiudere». Mentre Franco Miracco, portavoce del presidente Galan, si allinea a Vianello: «Ha ragione e infatti il Sovrintendente è stato tra i firmatari dell'appello. Speriamo che il Consiglio regionale vada oltre la previsione dei 21 milioni messi per ora a bilancio, che sono la cosa più incredibilmente negativa che possa accadere a una regione come questa».