Il direttore del Museo: "La scritta presto al suo posto" CRACOVIA - La nuova Polonia ha reso giustizia alla memoria dellOlocausto, i ladri profanatori di Auschwitz sono in carcere, presi in un blitz notturno dei corpi speciali della polizia. La targa di Auschwitz, quel macabro 'Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi) che era appeso alla Porta dellInferno, è stato recuperato. Resta il grande mistero sui moventi del crimine osceno, e sui possibili mandanti: i cinque criminali sono pregiudicati comuni, non hanno nulla a che vedere con la galassia neonazista. Interrogatori e indagini proseguono in una lotta contro il tempo, il crescente sospetto è che i cinque abbiano agito - come, secondo la radio Rmf-Fm è probabilissimo - su commissione di un misterioso, fanatico collezionista senza scrupoli di ricordi e cimeli del terzo Reich. Oppure di loro iniziativa, sperando però comunque di trovare un facoltoso acquirente. Erano le prime ore di ieri, quando le breaking news hanno concesso un sospiro di sollievo al mondo civile. Pochi minuti prima, a Gdynia, il porto a un passo da Danzica al nord, e a Wloclawek nel centro, almeno sessanta tra poliziotti e agenti speciali della Agencja Bezpieczenstwa Wewnetrznego (agenzia per la sicurezza interna) erano passati allazione. Divisa nera, cappuccio, la mitraglietta tedesca MP-5 in pugno, avevano fatto irruzione nelle case dove i cinque (due a Gdynia, gli altri tre a Wloclawek) si nascondevano. Il blitz coordinato è durato pochi secondi, gli agenti erano pronti a tutto ma i cinque non hanno opposto resistenza. Catturati, hanno subito confessato dove avevano nascosto la refurtiva della profanazione: in unabitazione a Czernikow, nella regione della splendida, antica Torun. Altri agenti sono stati allertati, hanno trovato liscrizione in ferro battuto impacchettata alla meglio, e tagliata in tre parti, una per ogni parola: Arbeit, macht, frei. «Lhanno tagliata per poterla trasportare meglio e nasconderla meglio nel loro covo», ha poi spiegato la polizia. «I cinque non hanno contatti con la galassia neonazista», ha spiegato ieri mattina a Cracovia il portavoce della polizia, Andrzej Rokita. «Sono pregiudicati per furto e violenza, uno è un piccolo imprenditore edile, un altro un ex funzionario di polizia. Rischiano fino a dieci anni per furto di patrimonio storico nazionale». La targa sarà subito restituita al Museo di Auschwitz. Il cui direttore, Jaroslaw Mensfelt, ieri esplodeva di gioia. «Mi hanno avvertito subito, è stata la più bella notte insonne della mia vita». Adesso, aggiunge, urge riesaminare e riorganizzare a fondo i sistemi di sicurezza e vigilanza dellex fabbrica della morte. Sorvegliare 200 ettari è difficile e costoso, gli allarmi presenti ora non hanno funzionato. «E bisogna capire come i 5 facessero a conoscere bene tutti i dettagli del sistema dallarme, non è facile». Linchiesta continua, insieme alla caccia in tutto il mondo al possibile mandante, il collezionista folle e ignoto. Si complimentano Israele, lo Yad Vashem, i sopravvissuti allOlocausto. «E un sollievo, grazie a governo e polizia polacchi», afferma Noach Flug, uno dei superstiti. «Speriamo in una severa punizione dei colpevoli», chiede il Centro Simon Wiesenthal per la caccia agli ultimi criminali nazisti. Al museo di Auschwitz coperto di neve, ascolto ancora il direttore Mensfelt: «La polizia ha fatto un lavoro splendido, lopinione pubblica mondiale ci è stata accanto, non ci ha fatto sentire soli. E il grande schiaffo a neonazi e negazionisti era venuto proprio dai fondi straordinari stanziati dalla Germania per consentire al memoriale di sopravvivere: Berlino capisce che la Memoria è la salvezza del mondo». Ventanni dopo la caduta del Muro che cominciò qui, Polonia e Germania insieme danno un segnale di credibilità morale.
FURTO AUSCHWITZ-Auschwitz, i cinque ladri hanno agito su commissione
I cinque ladri di Auschwitz sono stati catturati in un blitz notturno dei corpi speciali della polizia. La targa "Arbeit macht frei" è stata recuperata e restituita al Museo di Auschwitz. I cinque, pregiudicati comuni, non hanno nulla a che vedere con la galassia neonazista. L'indagine continua e si cerca un possibile mandante, un fanatico collezionista senza scrupoli. I superstiti all'Olocausto e il governo israeliano si complimentano con la polizia polacca per la cattura. La polizia ha subito confessato i cinque, che hanno detto di aver nascosto la targa in un'abitazione a Czernikow. La targa è stata trovata impacchettata e tagliata in tre parti.
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