Riemergono nel "cortile della spezieria" del Cenobio Benedettino la fontana del primo Cinquecento e resti delle fortificazioni medievali e delle antiche strutture dell'abbazia. Non solo la cinquecentesca fontana monumentale, quasi intatta sotto uno strato di macerie, ma anche cospicui resti delle strutture dell'Abbazia del XIII secolo e un tratto delle fortificazioni medievali costruite a cavallo dell'anno Mille. Sono queste le scoperte più significative emerse dagli scavi nel cortile detto "della spezieria", all'interno del monastero di San Pietro a Modena. Le indagini archeologiche, finanziate dal parroco di San Pietro, Don Paolo Malavasi, e preventive al progetto di recupero del complesso, avevano lo scopo di verificare la consistenza dei depositi archeologici e di accertare lo stato di conservazione della fontana monumentale al centro del cortile, costruita nel primo Cinquecento e smantellata all'inizio dell'800. Gli scavi hanno assodato non solo che la fontana si è in gran parte conservata al disotto di un massiccio strato di macerie edilizie, ma anche l'esistenza di nuove e significative testimonianze sia delle fortificazioni di Modena medievale che di un'antica fase costruttiva del famoso complesso abbaziale di San Pietro, la cui storia affonda le radici alla fine del X secolo. I lavori di scavo, coordinati sul campo dall'archeologo Alberto Monti, si sono svolti sotto la direzione scientifica del Soprintendente Luigi Malnati e di Donato Labate della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna.
MODENA - Ritrovamenti a San Pietro
Nel cortile del Cenobio Benedettino a Modena sono stati scoperti resti medievali e antiche strutture dell'abbazia. La fontana del primo Cinquecento è stata trovata quasi intatta sotto uno strato di macerie. Gli scavi hanno anche rivelato nuove testimonianze delle fortificazioni di Modena medievale e di un'antica fase costruttiva dell'abbazia. I lavori di scavo sono stati coordinati dall'archeologo Alberto Monti e supervisionati dal Soprintendente Luigi Malnati e da Donato Labate. Le indagini archeologiche sono state finanziate dal parroco di San Pietro, Don Paolo Malavasi. La scoperta è stata possibile grazie a preventive al progetto di recupero del complesso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo