Siamo arrivati incredibilmente, da un certo pmto di vista, a scoprire che il 68 dei cittadini veneti ha espresso il proprio gradimento nei confronti della politica culturale sostenuta dalla Regione. Un simile successo è il frutto di una progettualità che, nel corso del tempo, si è resa sempre più evidente, cioè chiara, perché finalizzata su obiettivi condivisi sia dalla Regione che da coloro che hanno proposto e realizzato progetti segnati dalla qualità. Abbiamo insomma scelto di eliminare tutto ci che potesse far riferimento al deleterio metodo dei finanziamenti a pioggia. Non è stato facile percorrere la strada della programmazione culturale, dato che molti ostacoli si sono frapposti lungo un percorso che noi abbiamo voluto caratterizzato da trasparenza e merito. Abbiamo avuto avversari palesi e nascosti, nel senso che è difficile per un consigliere regionale, per un assessore, per un sindaco, per un certo operatore culturale rinunciare a quanto da lui ritenuto essere un suo diritto acquisito. Allora, tutto ciò che non si è presentato in una dimensio parlare di una dimensione nazionale o internazionale, è stato cassato, è stato messo da parte. Ripeto: abbiamo guardato alla qualità della proposta, alla serietà politica e amministrativa dei proponenti, alla professionalità artistica e culturale dei soggetti ideatori delle diverse attività o di eventi che tutti costoro hanno presentato alla Regione. Ci ci ha consentito di concentrare le nostre scarse risorse finanziarie in campo culturale su progetti che hanno Comunque in pi di un caso ottenuto ri conosci menti e successi eccezionali. Quanto è stato fatto? È stato fatto moltissimo, se solo si pensa che il bilancio regionale della cultura in Veneto è il più povero tra quelli delle regioni italiane. Un moltissimo ottenuto, poi' esempio, con la legge sui centenari, uno strumento che nel pretendere capacità programmatoria, obiettivi stabiliti per tempo, finanziamenti certi, ha favorito le nostre scelte in senso qualitativo e questo in un settore che proprio di ci ha estremo bisogno. Cito soltanto alcuni episodi: abbiamo potuto, dunque, realizzare le grandi mostre su Mantegna, gli eventi teatrali e storico-critici per il centenario di Carlo Goldoni, e lo Stesso dicasi per i centenari di Andrea Palla- dio, Carlo Scar Brustolon, Galileo Galilei. Per la verità, l'elenco è estreinamente lungo e di questo sono ovviamente soddisfatto, Basti pensare che la Regione del Veneto in anni recenti è diventata protagonista della Biennale di Venezia, consentendo la riapertura dello storico Padiglione Venezia o l'avvio dei lavori per la costruzione del Nuovo Palazzo del Cinema al Lido. Inoltre, benefici effetti li abbiamo avuti in campo teatrale e iii quello musicale, ottenendo una collaborazione effettiva tra i nostri due grandi enti lirici: la Fenice di Venezia e l'Arena di Verona, Ma poi anche attuando una politica di profondo rinnovamento nel Teatro Stabile del Veneto, oppure con il sostegno sempre rivolto alle vitalissime attività proposte di anno in anno da Veneto Jazz e da Opera Estate Festiva] di Bassano del Grappa. in definitiva, abbiamo scelto di scegliere e così ci siamo trovati a fianco delle pi importanti delle istituzioni culturali e artistiche della nostra Regione come noti mai prima d'ora. Quanto si progetta per il futuro? i progetta di proseguire sulla strada percorsa fin qui. Ma per far questo dovremo poter disporre di una struttura esterna alla Regione, cui abbiamo dato il nome provvisorio di Veneto Cultura, dato che altrimenti non riusciremrno a tener testa all'imponente presenza di soggett i intellettuali e creativi vistosamente e ruagnifìcamente cresciuti e diffusi in tutta la nostra regione. In merito ai tagli alla cultura guai è la sua posizione? Di sicuro c'è una mia corresponsabilità in questo evidente limite. Un limite segnato dal fatto che una regione qual è il Veneto non pu avere finanziamenti per un totale di poco superiore ai 20 milioni di euro l'anno. Finanziamenti adeguati, dunque, per progetti indispensabili nel far sviluppare cultura, creatività, tutela, salvaguardia e valorizzazione di uno sconfinato patrimonio di beni storici, monumentali, archeologici, librari, archivistici, ma anche paesaggistici. Tra l'altro, cultura e paesaggio sono ci che di pi bello e affascinante offre il Veneto. Perché investire in cultura? Perché dopo il Veneto dei pionieri, della farne e dell'emigrazione; dopo il Veneto del benessere, quello che ha contraddistinto la nostra crescita negli scorsi decenni, c'è bisogno ora del Terzo Veneto: il Veneto della cultura e della bellezza. E questo il Veneto che earatterizzerà in un modo assolutamente originale la nostra voglia di essere sempre ai primi posti in Patto di sviluppo economico, qualità della vita, efficienza nei servizi sanitari, sociali, scolastici.