«UNA polemica strumentale». La soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Roma Federica Galloni contesta le cifre di Athos De Luca e difende la sua ricetta "pubblicità e restauri". Soprintendente, perché non chiedere più soldi alle società che poi hanno introiti così alti dalla pubblicità sui monumenti? «Se alzassimo le tariffe ci sarebbe il rischio di avere le gare deserte. È già successo altre volte. Bisogna anche considerare che chi si accolla le spese del restauro affronta il rischio d' impresa. Può non trovare clienti, ma in ogni caso deve corrispondere alla soprintendenza la cifra concordata». Il consigliere Athos De Luca riferisce che la pubblicità sul telone di Palazzo Venezia costa 100 mila euro al mese, quella sulla facciata della chiesa di Sant' Andrea della Valle 80 mila. «Contesto le cifre di Athos De Luca. Quando dobbiamo restaurare un monumento, la Direzione regionale indice un bando pubblico facendo prima dei preventivi in base ad una ricerca di mercato, calcolando l' introito presunto. L' indagine di mercato per Sant' Andrea della Valle parla di 60-70 mila euro lordi al mese». De Luca denuncia anche l' eccessiva durata dei lavori e il numero troppo alto di monumenti coperti dalla pubblicità. «Riguardo ai tempi, esiste una convenzione tra il Fec, il Fondo edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, e la soprintendenza, a firma mia e di Luciano Marchetti, allora direttore regionale per i Beni culturali, in cui si fissa a 12-15 mesi la durata massima dei lavori e si stabilisce poi che lo stesso monumento non possa essere sottoposto a nuovi interventi prima di cinque anni. Nel caso specifico della chiesa di Sant' Andrea della Valle, gli ultimi restauri risalgono a 10-11 anni fa». E riguardo ai tanti monumenti incartati? «Se avessimo i soldi non ricorreremmo alla pubblicità. In assenza di risorse dobbiamo fare così, ma l' Altare della Patria e il Pantheon non si toccano. Anche il Vaticano ha deciso di far restaurare il colonnato del Bernini con questa procedura».