Ancona Reperti originali, quelli ritrovati nella teca sul furgone, provenienti da un insediamento piceno. Il primo responso, già l'altro ieri, poche ore dopo il sequestro avvenuto a Senigallia, è arrivato dal dottor Maurizio Landolfi, l'archeologo della Sovrintendenza per i beni culturali delle Marche che da oltre vent'anni segue gli scavi nella necropoli picena del Conero e dirige l'Antiquarium di Numana. "La spada e gli altri oggetti del corredo funerario hanno un interesse archeologico molto rilevante - spiega Landolfi al telefono -. Sono materiali omogenei, della prima età del ferro, di notevole valore". Sulla loro provenienza, in attesa degli sviluppi dell'indagine coordinata dal pm Rosario Lioniello, si possono fare solo ipotesi basate sui raffronti con altri reperti piceni. "Bisognerà fare indagini archeometriche per valutare le tecniche costruttive e l'epoca esatta del bronzo - spiega l'archeologo Landolfi -. Provengono da un'unica tomba o comunque dallo stesso sepolcreto e la tipologia è senz'altro compatibile con quella di reperti provenienti dalla nostra zona. Penso all'insediamento villanoviano di Fermo, ma anche ai reperti piceni ritrovati nel 1907 ad Ancona, nella zona dell'ospedale civile Umberto I".