Sono determinate al punto che si dichiarono disposte a rivolgersi anche al Ministero del Turismo e della Cultura francesi, dato che l'appello rivolto alle autorità nazionali non ha sortito l'effetto sperato. Il tutto purché siano accolte le loro istanze. Le guide turistiche dell'Elba non sopportono più il grave stato in cui versano le due residenze (dichiarate museo nazionale) di Napoleone Bonaparte. Viale e giardini a San Martino lasciati nella più completa incuria, servizi igienici al limite della decenza, alcune stanze prive di arredi e la polvere che ricopre i pochi oggetti fino a cambiarne il colore, l'assurdità delle chiusure estive, le difficoltà di accesso per persone anziane con problemi motori (mancanza totale di semplici passamano), l'errata ubicazione della biglietteria di San Martino che consente a centinaia di turisti di entrare nei giardini, usare i bagni, fare foto e disturbare i turisti paganti. Insomma quanto basta per far dire alle guide che così non si può andare avanti e indirizzano una lettera agli otto sindaci elbani, all'Apt, all'Unione dei Comuni, al Dipartimento Beni Culturali di Firenze e di Pisa, all'assessore provinciale in cui denunciano il "rammarico, disagio e senso di frustrazione" ogni volta che accompagnano turisti alle residenze napoleoniche. «Negli ultimi anni - scrivono - abbiamo cercato più volte di coinvolgere Soprintendenza di Pisa e Autorità locali con incontri, lettere e articoli sulla stampa. Ma non è mai successo nulla, anzi, invece di migliorare la situazione è andata sempre peggiorando fino a raggiungere un livello non più tollerabile».