CONTROLLI DELLA POLIZIA, ANCHE STUDENTI TRA I VISITATORI. Evacuato Capodimonte per una falsa segnalazione: nelle sale c'erano 250 persone. ALLARME bomba al Museo nazionale di Capodimonte, un allarme preso maledettamente sul serio anche per i recenti segnali di recrudescenza del terrorismo che naturalmente, per amplificare l'eco delle proprie azioni, punta a colpire in luoghi di grande notorietà internazionale qual è, appunto, il museo di Capodimonte: certo non meno del teatro San Carlo la cui posizione appariva «cerchiata», insieme con altri obiettivi sensibili, sulle cartine topografiche trovate a Forcella durante il blitz che ha portato all'arresto dei 28 pachistani. Sul posto la polizia. La struttura è stata evacuata: in quel momento, oltre al personale della «Soprintendenza speciale per il polo museale» guidata da Nicola Spinosa (assente per altri impegni), erano presenti una ventina di turisti e diverse scolaresche per un totale di circa 250 persone. Dopo aver fatto sgomberare anche la zona circostante, la polizia ha bonificato tutta l'area, vastissima, senza trovare nulla di sospetto, tanto è vero che non è stato necessario far intervenire gli artificieri. Un enorme dispendio di energie, per quello che forse è da ritenere semplicemente lo scherzo di qualche deficiente. Erano le 10.40 quando, con una telefonata anonima al centralino del museo, veniva segnalata la presenza di un ordigno. Immediatamente'la direttrice, dottoressa Martella Utili, dava l'ordine di evacuazione mentre venivano avvertiti la Questura e i carabinieri della compagnia più vicina. Mentre gli agenti dell'Ufficio prevenzione generale, della mobile, del commissariato locale correvano sul posto, i dipendenti della Sovrintendenza già si davano da fare per avviare lo sgombero dell'immensa struttura che custodisce un patrimonio d'arte tra i massimi al mondo. I turisti venivano invitati ad allontanarsi. Gli insegnanti che accompagnavano le scolaresche, avvertiti con discrezione. Poi la polizia provvedeva ad attuare l'evacuazione anche dell'area circostante, scattavano i controlli. Gli agenti hanno passato al setaccio sala per sala la Galleria nazionale, la Galleria dell'Ottocento, gli appartamenti storici, l'Armeria e gli altri immensi locali distribuiti sui vari piani del Museo ma non hanno trovato nessun oggetto «sospetto», tale da richiedere l'intervento degli artificieri. La polizia ha bonificato tutta l'area. L'allarme è rientrato dopo un paio d'ore ed il museo è stato riaperto. Paura? Non molta, perché dirigente e funzionari del museo di Capodimonte hanno pensato subito che poteva trattarsi di uno scherzo, anche se l'anonimo interlocutore del centralino aveva trasmesso con atteggiamento molto serio il suo «avvertimento». In ogni caso, in quel momento c'erano circa 250 visitatori oltre ai dipendenti della Soprintendenza, e bisognava agire con decisione. La direttrice, Martella Utili, ha subito disposto l'evacuazione, che è avvenuta ordina- tamente, con calma. S'è cercato di non diffondere allarmismo. Un episodio vissuto quasi come un'avventura dai tantissimi ragazzi, molti dei quali apparivano curiosi di assistere «in diretta» all'intervento della polizia. Però in tanti, anche fra i dipendenti della Sovrintendenza, hanno trascorso un paio d'ore al gelo prima che l'allarme rientrasse e il museo di Capodimonte venisse riaperto al pubblico. Uno scherzo ha sottratto le forze dell'ordine ad altri impegni. E, purtroppo, c'è il rischio che episodi del genere si ripetano: oggi che determinate situazioni vengono amplificate dai mass-media, infatti, c'è da fare i conti anche con gli psicolabili.