PISA. Tornano sotto la Torre sette grandi capolavori della pittura del '300 e '400. Sono stati collocati in questi giorni sulle pareti del Camposanto Monumentale, in Piazza dei Miracoli, tre affreschi di Spinello Aretino, con le Storie dei Santi Martiri Efisio e Potito, un ciclo in onore dei due martiri sardi, le cui relique erano state traslate a Pisa ed ancora oggi sono collocate nel Duomo. Sull'altro lato, a nord, sono state rimesse quattro opere di Benozzo Gozzoli. Tra queste occupa un posto speciale l'Annunciazione, le cui vicende conservative ci narrano un po' la storia di tutto il ciclo pisano, una storia funestata dal terribile incendio del 27 luglio 1944, durante il quale l'Annunciazione subì la medesima sorte toccata a molti dipinti murati realizzati a fresco sul Camposanto Monumentale. In tutti questi anni, il dipinto ha affrontato numerosi interventi che solo con l'ultimo restauro, condotto con estrema perizia dalle maestranze dell'Opera della Primaziale e diretto da Clara Baracchini, Antonio Paolucci e Antonino Caleca, ha permesso un pieno recupero dell'opera. Si è così concluso con l'intervento di recupero di questo capitale capolavoro della pittura rinascimentale, un'opera realizzata da Benozzo Gozzoli nella galleria settentrionale del Camposanto monumentale, insieme alle altre Storie Bibliche, già iniziate da Piero di Puccio e interrotte durante l'assedio fiorentino. L'Annunciazione fu dipinta proprio là dove si apre l'arco di accesso alla cappella: uno spazio che condizionò fortemente l'artista, costretto a dare alla scena un'accentuazione orizzontale, disponendo l'Angelo annunciante e la Vergine in un ambiente fortemente prospettico. Benozzo tentò di conquistare quella profondità negata dalla scarsità di superficie della quale disponeva e al tempo stesso conferì all'opera la cifra stilistica che meglio di altre lo contraddistingue, che lo rese abile ritrattista di scene di vita contemporanea. Gli altri affreschi di Benozzo Gozzoli ricollocati sulla parete sono, oltre all'Annunciazione, l'Adorazione dei magi, Abramo e gli adoratori di Belo e la Partenza di Abramo e Lot. A queste opere si stanno apportando gli ultimi ritocchi. Invece, sulla parete sud, si possono ammirare già in tutta la loro bellezza, i capolavori di Spinello Aretino (Sant'Efisio presentato a Diocleziano, Combattimento di Sant'Efisio, Martirio di Sant'Efisio). Le opere che sono visibili dall'anno scorso, invece, sono di Francesco Traini, Buonamico Buffalmacco, Taddeo Gaddi, Piero di Puccio e Benozzo Gozzoli. Sono così quasi 700 metri quadrati quelli visibili, su un totale di 2mila affrescati tra Tre e Quattrocento e che costituiscono il ciclo più esteso al mondo: insomma, il pantheon pisano sta piano piano ritornando al suo antico splendore. Inoltre, entro la metà del 2010, prima dei festeggiamenti per gli 850 anni dalla morte di San Ranieri, saranno ricollocati sulla parete sud gli affreschi dedicati al Patrono di Pisa. Infine il presidente dell'Opera della Primaziale, Pierfrancesco Pacini, ha annunciato che dal prossimo anno ci sarà un biglietto unico per visitare tutti i musei cittadini, compresi dunque quelli di piazza dei Miracoli, fatta eccezione per la Torre pendente, i cui ticket verranno venduti a sé.
PISA - Restaurati gli affreschi Torna a splendere il pantheon pisano
A Pisa, sette grandi capolavori della pittura del '300 e '400 sono stati ricollocati sul Camposanto Monumentale. Tra questi, tre affreschi di Spinello Aretino e quattro opere di Benozzo Gozzoli, tra cui l'Annunciazione, sono stati restaurati e ricollocati. L'Annunciazione, che era stata danneggiata nel 1944, ha subito un restauro estremamente pericoloso e ha finalmente recuperato la sua bellezza. I dipinti sono stati collocati in un totale di 2.000 metri quadrati, formando il ciclo più esteso al mondo. Inoltre, entro la metà del 2010, saranno ricollocati gli affreschi dedicati a San Ranieri, il patrono di Pisa.
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