ROMA Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali, quale sarà il destino della galleria Corsini? «Ho sposato fin dall'inizio la proposta arrivata da Francesco Rutelli quando era ministro dei Beni Culturali. A Roma le collezioni sono tutte disperse. Esistevano diverse famiglie nobili che avevano l'abitudine di collezionare opere d'arte. Purtroppo poi litigavano anche e quindi le opere spesso erano disperse, spostate. Dopo l'Unità d'Italia si decise di riunificare tutte le opere dell'arte antica poi non se ne fece nulla ed è stato Rutelli a riprendere questa proposta originaria che mi sembra molto valida anche dal punto di vista filologico». Prima dell'idea avuta dopo l'unità d'italia esistevano per le opere nelle rispettive gallerie. Anche questo ha un suo valore filologico, erano quelli i luoghi destinati ad ospitare fin dall'inizio i quadri, sostengono quelli che sono contrari allo smembramento. «E' vero, ma non è detto che le opere debbano rimanere imprigionate in quelle sale. Si tratta degli stessi autori che ritroviamo in più gallerie, alla galleria Corsini, come alla galleria Spada, ad esempio. Che senso ha? Si può anche immaginare un palazzo unico dove abitava una famiglia immaginare e quindi creare un modellodi reggia con le opere più belle che abbiamo a disposizione». E dove vorreste collocarle? «in primavera verrà inaugurato il nuovo museo Barberini. Vi saranno dieci sale in più, un nuovo bookshop e una struttura finalmente adatta al flusso di turisti in arrivo». Ai turisti non piacciono i musei romani, vero? «E' quello che ci dicono i tour operator. Abbiamo bisogno di un'offerta forte sul piano dell'archeologia e c'è. In primavera andrà a pieno regime l'offerta nel settore dell'arte contemporanea, ora dobbiamo pensare all'arte antica. Il museo Barberini può essere la risposta alle domande del grande flusso di turismo». E la galleria Corsini? «La galleria Corsini è un problema che va affrontato. Su una cosa siamo tutti d'accordo. Così com'è non va. Ha un flusso di circa 10 mila visitatori l'anno, troppo poco. Si può pensare ad un rilancio con l'organizzazione di mostre, di eventi, ma soprattutto in un quadro di collaborazione con tutti gli altri musei». La direttrice Paola Mangia ha lanciato l'idea di ricreare l'antica reggia. «E' una delle idee che si possono valutare. E' valida, ma bisognerebbe creare un consorzio di valorizzazione come è stato fatto a Venaria Reale. In ogni caso, preferirei che i direttori dei musei e delle gallerie non si comportassero come presidi di scuola e avessero una gestione meno particulare delle collezioni. Lavorare insieme è nell'interesse di tutti».