L'ultima idea è molto suggestiva: far rinascere a Roma la reggia settecentesca dei Corsini con galleria, collezione d'arte, biblioteca e giardino circostante. Il tutto a costi più che contenuti. Paola Mangia, direttrice della galleria Corsini, ci crede e ci sta lavorando da oltre un anno. Sa che la politica e il governo hanno in mente altri progetti, lo smembramento delle opere, il trasferimento delle più importanti a palazzo Barberini per creare un polo unico di arte antica. «Per la galleria Corsini sarebbe la fine», spiega la direttrice. D'accordo con lei sono molti uomini d'arte e di cultura, professori universitari. Dal critico d'arte Gonzàlez-Palacios che ha definito lo smembramento «un atto di inaudita barbarie», a Claudio Strinati, storico dell'arte ed ex Soprintendente del Polo Museale della Città di Roma. La galleria Corsini si trova al piano nobile di un edificio nel cuore di Trastevere. Nel Seicento fu la residenza della regina Cristina di Svezia che movimentò molto la vita mondana di Roma. Nel Settecento la famiglia Corsini, fiorentina, acquistò anche maggiore influenza, aveva cardinali e papi fra i suoi discendenti. Il palazzo divenne la sua piccola reggia sulle rive del Tevere. Potremmo dire che quello che la famiglia Borghese aveva costruito un secolo prima con la Galleria Borghese e villa Borghese, i Corsini lo crearono con il loro palazzo e un grande parco intorno. Oggi, a due secoli e mezzo di distanza, la reggia dei Corsini è divisa. Al primo piano del palazzo c'è ancora l'antica Galleria con i quadri dell'epoca da Caravaggio a Poussin, Beato Angelico, Guido Reni ma da oltre un secolo è di proprietà dello Stato. Al secondo piano c'è l'Accademia dei Lincei di proprietà dell'Università La Sapienza con l'antica Biblioteca dei Corsini. E l'antico parco è diventato l'Orto Botanico di proprietà comunale. L'idea della direttrice è di riunire giardini, biblioteca e galleria in un unico Museo. «Non è un progetto che richiede grandi investimenti. Basta trovare un accordo con l'Accademia dei Lincei e con il Comune. Ho fatto già alcuni colloqui. Non mi sembra che vi siano particolari difficoltà per raggiungere un'intesa». Da risolvere, sembra di capire, ci sono questioni di burocrazia, non di finanziamenti proibitivi. In attesa di un via libera al progetto della nuova reggia, già nei prossimi mesi la direttrice avvierà i primi cambiamenti. La biglietteria si sposterà al piano terra in modo da rendere possibile un biglietto unico per la visita degli spazi. Ed è terminato il restauro degli arredi interni e dei quadri della galleria. Un lavoro lungo avviato innanzitutto sul materiale d'archivio. «Sono andata a vedere quale era l'esatta disposizione dei quadri durante il Settecento. E ho cercato di rispettarla al più possibile visto che nel corso dei secoli era stata invece alterata». Una volta individuate le opere e dove collocarle nelle sale della galleria, è stato necessario andarle a cercare nei depositi. Infine è stato necessario restaurarle. «Molte erano davvero in pessime condizioni», racconta Paola Mangia. Inutile dire che soldi non ce n'erano. Un finanziamento stanziato nel 2007 è stato utilizzato quasi per intero per adeguare alle normative vigenti l'impianto elettrico. «Per il restauro abbiamo chiesto agli allievi dell'istituto d'arte di Palermo di aiutarci. Per loro è stata una straordinaria esperienza, per noi l'unico modo di ottenere la pulitura di opere e ambienti con i pochi fondi a disposizione che avevamo». Il 26 novembre scorso la presentazione dei nuovi ambienti, ora partirà il rilancio con eventi culturali straordinari: da presentazioni di libri a concerti di musica d'epoca, a mostre. «Nella speranza che i 1400 visitatori del mese di ottobre scorso possano diventare molti di più». Dopo aver chiacchierato un pomeriggio con la direttrice della galleria Corsini ho sentito Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali, per capire che cosa pensavano lui e il governo di quest'idea. Sottosegretario Francesco Giro, quale sarà il destino della galleria Corsini? «Ho sposato fin dall'inizio la proposta arrivata da Francesco Rutelli quando era ministro dei Beni Culturali. A Roma le collezioni sono tutte disperse. Esistevano diverse famiglie nobili che avevano l'abitudine di collezionare opere d'arte. Purtroppo poi litigavano anche e quindi le opere spesso erano disperse, spostate. Dopo l'Unità d'Italia si decise di riunificare tutte le opere dell'arte antica poi non se ne fece nulla ed èp stato Rutelli a riprendere questa proposta originaria che mi sembra molto valida anche dal punto di vista filologico». Prima dell'idea avuta dopo l'Unità d'Italia esistevano però le opere nelle rispettive gallerie. Anche questo ha un suo valore filologico, erano quelli i luoghi destinati ad ospitare fin dall'inizio i quadri, sostengono quelli che sono contrari allo smembramento. «E' vero, ma non è detto che le opere debbano rimanere imprigionate in quelle sale. Si tratta degli stessi autori che ritroviamo in più gallerie, alla galleria Corsini, come alla galleria Spada, ad esempio. Che senso ha? Si può anche immaginare un palazzo unico dove abitava una famiglia immaginaria e quindi creare un modello di reggia con le opere più belle che abbiamo a disposizione». Dove vorreste collocarle? «In primavera verrà inaugurato il nuovo museo Barberini. Vi saranno dieci sale in più, un nuovo bookshop e una struttura finalmente adatta al flusso di turisti in arrivo». Ai turisti non piacciono i musei romani, vero? «E' quello che ci dicono i tour operators. Abbiamo bisogno di un'offerta forte sul piano dell'archeologia e c'è. In primavera andrà a pieno regime l'offerta nel settore dell'arte contemporanea, ora dobbiamo pensare all'arte antica. Il museo Barberini può essere la risposta alle domande del grande flusso di turismo». E la galleria Corsini? «La galleria Corsini è un problema che va affrontato. Su una cosa siamo tutti d'accordo. Così com'è non va. Ha un flusso di circa 10 mila visitatori l'anno, troppo poco. Si può pensare ad un rilancio con l'organizzazione di mostre, di eventi, ma soprattutto in un quadro di collaborazione con tutti gli altri musei». La direttrice Paola Mangia ha lanciato l'idea di ricreare l'antica reggia. «E' una delle idee che si possono valutare. E' valida, ma bisognerebbe creare un consorzio di valorizzazione come è stato fatto a Venaria Reale. In ogni caso, preferirei che i direttori dei musei e delle gallerie non si comportassero come presidi di scuola e avessero una gestione meno 'particulare' delle collezioni. Lavorare insieme è nell'interesse di tutti».
La Stampa
21 Dicembre 2009
✓ Entità verificate
ROMA - Una nuova reggia a Roma
FL
Flavia Amabile
La Stampa
La direttrice della galleria Corsini, Paola Mangia, sta lavorando per riunire la galleria, la biblioteca e il giardino in un unico museo. Il progetto, che richiede un accordo con l'Accademia dei Lincei e il Comune, non ha difficoltà di finanziamento, ma potrebbe incontrare problemi di burocrazia. La galleria Corsini, che ospita opere d'arte del Settecento, è stata divisa nel corso dei secoli, con la galleria, la biblioteca e il giardino separati. Mangia vuole riunire gli spazi in un unico museo, con un biglietto unico per la visita.
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