Federalismo demaniale Forlenza: «Tassa di scopo per gestirli? Non la istituiremo» Il Governo: beni artistici agli enti locali. La Regione ricorrerà alla Consulta NAPOLI Passa in Consiglio dei ministri il «federalismo demaniale» e già troverà intoppo sul proprio cammino. «La Regione Campania ricorrerà alla Consulta per illegittimità costituzionale», afferma Oberdan Forlenza, assessore regionale al Demanio e ai Beni culturali. Cosa prevede il «federalismo demaniale»? Il trasferimento di parte del patrimonio immobiliare dallo Stato a Regioni, Province e Comuni. L'artcolo 4 sancisce che gli enti locali potranno diventare proprietari di palazzi, spiagge, caserme ma anche di «beni assoggettati a vincolo storico, artistico e ambientale che non abbiano rilevanza nazionale». Si dice, in pratica, che la Regione Campania potrebbe annoverare nel proprio futuro patrimonio la Reggia di Caserta o magari gli Scavi di Pompei e, perché no, i faraglioni di Capri. Qual è lo scopo inseguito dal Governo? «La valorizzazione di quei beni abbandonati o improduttivi ». Il trasferimento, è ancora da chiarire, non sarà automatico ma in base ad eventuali richieste degli enti locali. I quali, dal canto loro, potranno reperire risorse per mettere a frutto i beni ottenuti grazie ad una tassa di scopo. Assessore, perché la Regione dovrebbe mettersi di traverso e chiamare in causa la Corte costituzionale? «Perché ribadisce Forlenza, che oltre ad assessore è anche il delegato regionale in seno alla Conferenza Stato-Regioni si stilerebbe una lista di ''buoni'' e ''cattivi''; di Regioni che chiedono il trasferimento di un bene perché hanno la forza economica per valorizzarlo, di altre che non hanno questa possibilità. E' una discriminazione inaccettabile. E questo lo dirò in sede di Conferenza Stato- Regioni». Il tema delle risorse è quello che più agita le notti degli amministratori. Il governo non scucirà un quattrino per quei siti che ritiene «improduttivi» (c'è già chi parla di rottamazione dei beni culturali); Comuni, Regioni e Province alle prese sia con i tagli ai trasferimenti che con i limiti imposti dal patto di stabilità, poco o nulla potranno fare. Resta la tassa di scopo; cioè un balzello dedicato alla riqualificazione di uno o più beni. In Campania sarebbe l'ennesimo, visto che già parte delle aliquote regionali di Irap e Irpef, più l'accisa sulla benzina, sono ''dedicate'' al rientro del deficit sanitario. E' ipotizzabile una tassa di scopo in regione. «Vuol la verità? Ebbene no, non proporremo nessuna tassa di scopo. Comunque è l'intero impianto del federalismo demaniale che non va. Perché bisognerebbe capire quali sono i beni di rilevanza nazionale e quali no; amministrativamente, poi, beni del patrimonio statale e beni del demanio sono cose diversissime; inoltre, lo Stato non può alienare alcunché senza prevedere risorse per la gestione». Insomma, par di capire che la Regione non ha la forza finanziaria per acquisire un bel nulla. Tuttavia si potrebbe obiettare che un qualunque sito artistico o archeologico potrebbe essere messo a reddito se gestito con oculatezza e capacità. «Vuole un'altra verità? Nessun bene artistico è capace di produrre da solo reddito». Magari all'estero non è così. «Sbagliato continua è una verità riscontrabile a qualunque latitudine » . Pensare ai privati? «Un'utopia. Non credo che ce ne siano. Ma piuttosto intravedo un pericolo: l'eccessivo, e quindi dannoso, sfruttamento di un monumento, la cui vita non è ''flessibile'' ma molto delicata. Un museo o una galleria non possono rimanere aperti 24 ore su 24. Eppoi, oltre ad esporlo, un bene va restaurato e conservato. Chi se ne prenderà cura? E con quali risorse?». Patrizio Mannu
CAMPANIA - Il Governo: beni artistici agli enti locali. La Regione ricorrerà alla Consulta
Il federalismo demaniale, un progetto del Governo per trasferire parte del patrimonio immobiliare dallo Stato alle Regioni, Province e Comuni, è stato accolto con scetticismo dalla Regione Campania. L'assessore regionale al Demanio e ai Beni culturali, Oberdan Forlenza, ha affermato che il progetto non è legittimo e che la Regione non dovrebbe mettersi di traverso e chiamare in causa la Corte costituzionale. Forlenza sostiene che il trasferimento dei beni non sarà automatico e che gli enti locali dovranno richiedere le risorse per valorizzare i beni ottenuti. La Regione Campania potrebbe ricorrere alla Consulta per illegittimità costituzionale.
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