Con la ristrutturazione di Santa Scolastica nascerà il Musas, un museo-omnibus che accoglierà di tutto un po' La Provincia di Bari ha trovato un accordo con la Direzione regionale dei Beni culturali, e quindi col ministero: il concorso non c'è più. Al suo posto, un progetto della stessa Direzione, con obiettivi confusi Punto e a capo. La Provincia, in accordo con la Direzione regionale per i Beni culturali, mette fine alla querelle sul progetto vincitore del concorso di idee per la ristrutturazione del museo archeologico di Santa Scolastica, nel cuore della città vecchia di Bari. E propone una nuova soluzione. La realizzazione di un progetto, a cura della stessa Direzione regionale, da presentare entro gennaio (almeno la parte preliminare), mese in cui si firmerà un protocollo di intesa tra le parti per dare il via alla ristrutturazione. «Abbiamo valutato le carte spiegano il presidente della Provincia Francesco Schittulli e l'assessore alla Cultura Nuccio Altieri rendendoci conto che quel progetto vincitore del concorso di idee non aveva il via libera da parte del ministero. Per questo abbiamo cercato un nuovo accordo. Proprio perché è nostra intenzione restituire entro due anni questa struttura alla città». Il protocollo di intesa che vedrà la firma non solo di Provincia e Direzione regionale ma anche dell'università di Bari, sancirà il via libera alle procedure per la stesura del progetto definitivo. Una volta iniziati i lavori, entro 18 mesi Santa Scolastica sarà restituita alla città. «Metteremo delle penali severe aggiunge Schittulli perché la nostra intenzione è fare rispettare i tempi. Noi vogliamo restituire questi spazi soprattutto ai più giovani. La Provincia di Bari si è impegnata a spendere sempre più fondi per rilanciare la cultura nel nostro territorio e possiamo dire che abbiamo compiuto grossi passi in avanti». Ieri, nel corso dell'incontro di presentazione della mostra «Scoperta» allestita negli spazi riaperti all'interno dell'ex monastero di Santa Scolastica, sono stati illustrati i punti di partenza per la realizzazione del nuovo progetto di ristrutturazione. L'intenzione della Provincia e della Direzione regionale dei Beni culturali è quella di provvedere non solo alla ristrutturazione dell'ex monastero ma anche alla conclusione degli scavi archeologici nel sito adiacente di piazza San Pietro. «Non ci convinceva più l'idea prosegue Altieri di aprire qui solo un museo archeologico. Volevamo offrire qualcosa di più alla città. Vogliamo realizzare un museo che conservi anche le collezioni di arte contemporanea e che metta a disposizione degli spazi, penso ad esempio alle stesse terrazze sulla Muraglia, per la cultura, per l'incontro tra i giovani. Stiamo pensando anche ad un nome come Musas (Museo di Santa Scolastica)». Il problema restano i fondi. In totale, per portare a compimento l'intero progetto, compresi gli scavi a San Pietro, serviranno circa 9 milioni di euro: due milioni sono stati chiesti dalla sovrintendenza regionale al ministero (ma non sono ancora nelle disponibilità della sovrintendenza); un milione e 900mila euro è stato stanziato dalla Regione; 3 milioni sono stati inseriti nel bilancio 2010 della Provincia (un milione in più rispetto a quanto era stato previsto per il precedente progetto del museo archeologico) e due milioni e 40mila euro dal piano strategico. «Siamo sicuramente sulla strada giusta aggiunge Ruggero Martines, direttore dell'ufficio regionale per i Beni culturali dobbiamo entrare in una nuova visione delle cose. Bari sta assumendo sempre di più l'aspetto di città d'arte e di meta turistica. Santa Scolastica rappresenta proprio il punto di collegamento tra queste due realtà: è la porta per la città. Per questo va valorizzata. Così come va valorizzata l'area di San Pietro », dove, una volta terminati gli scavi (ci vorranno sei mesi) si procederà a proteggere il sito con delle teche apposite. «La zona di San Pietro prosegue Altieri , diventerà un punto di riferimento per tanti giovani universitari che potranno cimentarsi e venire a contatto direttamente con le radici della nostra città». La Provincia ha già preso contatto con i più importanti musei del mondo, come il Guggenheim di New York. «Ci hanno dato la loro disponibilità per mettere in esposizione alcune collezioni», conclude Altieri. Per la gestione del museo sarà nominato un comitato scientifico.