Polato: «Sarà la Soprintendenza a decidere la destinazione». Ma intanto l'alienazione si blocca L'assessore al Patrimonio, Daniele Polato, ha aperto le porte del Palazzo del Capitanio, che fa parte del comlesso dei Palazzi scaligeri, che il Comune intende alienare, con base d'asta di 10 milioni. Il progetto, molto criticato dall'opposizione, tuttavia è stato per ora accantonato. Il relativo emendamento della maggioranza è stato infatti ritirato durante la discussione sul bilancio. Il progetto riguarda l'ala dei Palazzi Scaligeri rivolta verso piazza Viviani. Il Comune avrebbe dovuto destinare il ricavato alla ristrutturazione dell'ex Arsenale. La parte in vendita del palazzo, già sede degli Uffici giudiziari (fu costruito da Cansignorio della Scala a partire dal 1.360 circa) è di 5.663 metri quadrati, su quattro piani. «Le condizioni in cui si trova l'edificio», afferma Polato, «sono pietose, poiché da decenni è abbandonato al degrado, basti pensare che il pavimento è coperto da guano e piccioni morti. Allestirlo a museo costerebbe almeno 50 milioni di euro». L'assessore replica a quanti, dalle fila dell'opposizione, hanno parlato di «svendita» del patrimonio pubblico. «In primo luogo, i prezzi vengono stabiliti dai tecnici e non dai politici e l'obiettivo della vendita è restituire l'intero palazzo alla sua bellezza. Quanto alla sua destinazione urbanistica», aggiunge Polato, «toccherà alla Soprintendenza regionale indicarla. Quindi chi parla di speculazione o di destinazione alberghiera dice il falso». L'assessore precisa, a tale proposito, che il Pat «non prevede la possibilità di costruire nuovi alberghi né in centro storico, né in collina». L'operazione patrimoniale non riguarda la parte verso piazza dei Signori, che comprende la torre. E.S.