Gli eredi: "Fondazione senza contratto". Emiliano: "Non cambia nulla" Ci sarà ricorso in appello Il Tribunale ha negato danni per luso del marchio Il protocollo dintesa per la gestione del Teatro Petruzzelli è valido. Il tribunale di Bari, in seduta collegiale (presidente Magaletti, relatore Scoditti), rigetta lazione di nullità nei confronti dellaccordo sottoscritto il 21 novembre 2002, promossa dalla Regione Puglia, e sostenuta da Comune e Provincia. Il provvedimento, contro il quale la Regione ha già annunciato appello, ridà fiato alla proprietà privata del Teatro, che si batte per il rispetto del protocollo. Il sindaco Michele Emiliano, però, avverte: «Non cambia nulla, i Messeni hanno perso la causa». Sulla richiesta principale - il risarcimento danni per luso del marchio Teatro Petruzzelli, promosso da Vittoria Messeni Nemagna - il tribunale è stato infatti categorico: non cè stato alcun abuso da parte della fondazione lirico-sinfonica. Nonostante tutto, Ascanio Amenduni, legale del 75 per cento della proprietà privata, esulta. «Spero che questa sentenza produca un effetto domino - dice - nel senso che induca tutti i soggetti pubblici che hanno boicottato il protocollo dintesa ad eseguirlo fedelmente. Spero che gli enti pubblici prendano atto che finora si sono mossi fuori dal binario contrattuale e hanno di fatto occupato il teatro». La linea dei Messeni Nemagna è chiara: se il protocollo dintesa è valido, bisogna rispettarlo. Quindi, il Teatro Petruzzelli va affidato alla fondazione in base a quellaccordo (e non in forza di quanto previsto dal codice Urbani sui beni culturali), con tutto quello che ne consegue. A cominciare dal pagamento del canone di locazione di 500mila euro lanno per 40 anni per finire alla consegna dei locali commerciali annessi al teatro e al rispetto dei diritti di palco della proprietà privata. Secondo lavvocato Amenduni, largomento dei 13 milioni di euro in più spesi per la ricostruzione, sostenuto dal ministero per i Beni culturali per giustificare il mancato rispetto del protocollo dintesa, è destinato a cadere. «La tesi secondo la quale lo Stato può esercitare il diritto di ritenzione - sostiene Amenduni - sarà oggetto di unaltra pessima figura del ministero davanti alla Corte europea. Se il governo vuol rientrare in possesso di 13 milioni di euro deve rivolgersi alla fondazione, non alla proprietà privata». Il sindaco Michele Emiliano spegne però lentusiasmo del legale della proprietà. «Quello che afferma è destituito di qualsiasi fondamento - avverte - Le iniziative assunte dal Comune sulla proprietà del Teatro e sulla validità del protocollo dintesa del 2002, attraverso la comunicazione agli eredi dellavvio del procedimento di autotutela e di decadenza del diritto di concessione del suolo, possono procedere senza problema. I motivi che potrebbero inficiare la validità del protocollo non si sono esauriti con questa sentenza».