"Il fatto che in tempi di crisi si investa in questa direzione è un segno di appartenenza al territorio" "Un connubio che può diventare vincente solo se si basa su trasparenza di gestione e valore internazionale" Dal concerto di Muti sponsorizzato da Di Paola alle attività delle fondazioni: ecco come i privati aiutano il pubblico Fare cultura non è più unimpresa. È diventato un modo di fare impresa. La prosecuzione dellattività imprenditoriale con altri mezzi. La Di Paola associati che sponsorizza il concerto dellorchestra giovanile Luigi Cherubini, diretta dal maestro Riccardo Muti, nel teatro Petruzzelli (lunedì alle 21) è lesempio lampante di un nuovo mecenatismo. Vitale e contagioso. In principio furono le banche. Adesso è il momento di industriali e imprenditori, sempre più convinti che promuovere la crescita del territorio attraverso la cultura possa soltanto giovare al tessuto economico-imprenditoriale. Lingegner Domenico Di Paola, primo motore della Di Paola associati, che ieri ha presentato il concerto di lunedì insieme con il sovrintendente della fondazione Petruzzelli, Giandomenico Vaccari, è convinto che la cultura debba confrontarsi con il mercato. «Cultura e arte - spiega - non possono essere separate dalla loro funzione di sviluppo economico. È un problema che riguarda anche la fondazione lirico-sinfonica: bisogna trovare il modo affinché limpresa culturale sia un motore economico. Bisogna uscire dalla logica del finanziamento a fondo perduto. Il connubio fra pubblico e privato può diventare vincente soltanto se si basa su trasparenza di gestione, qualità artistica e promozione internazionale dellimpresa culturale». Mecenatismo fine a se stesso, addio. Adesso limperativo è promuovere la crescita del territorio anche attraverso la cultura. La fondazione "Orfeo Mazzitelli", ultima arrivata sulla scena culturale cittadina, è nata per iniziativa di Dante Mazzitelli e mette a disposizione della città un nuovo contenitore, il Teatro Forma, con tanto di programmazione. Lo stesso, a Bitonto, ha fatto il gruppo Degennaro: la fondazione Emanuele e Anna Degennaro ha costruito a proprie spese e donato un auditorium al santuario dei Santi Medici. Attività e promozione culturale. Nella stessa scia, nel capoluogo, si muovono la fondazione Megamark e la fondazione Casillo. Alessandro Laterza, presidente di Confindustria Bari e promotore del Club imprese per la cultura, articolazione dellassociazione industriali, vede in questo nuovo fermento un punto di forza del sistema imprenditoriale. «Il fatto che in tempi di crisi si investa in una politica di attenzione al territorio, fuori dal perimetro aziendale - osserva - è un segnale di vitalità dellazienda. È un messaggio di appartenenza al territorio, uno dei tanti stimoli positivi di Bari». Il primato nella promozione di attività culturali spetta sempre alle banche. A Bari, come nel resto della Puglia, non cè istituto di credito che non promuova eventi di un certo rilievo. La Banca popolare di Bari, così come la fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, puntano su iniziative di qualità che esaltino il territorio e le proprie tradizioni. «Da sempre - dice Antonio Castorani, presidente della fondazione Cassa di Risparmio di Puglia - sosteniamo la cultura a 360 gradi. Investiamo circa 1,5 milioni lanno, la metà della nostra dotazione». I risultati? «Cè una accresciuta consapevolezza della funzione dellarte e della cultura - ribatte Castorani - Adesso si cominciano a registrare ricadute sul piano delloccupazione e in campo turistico».