In Consiglio la presentazione del Pgt, un terzo della maggioranza non cè Il Pd con Majorino promette "centinaia di emendamenti sullurbanistica per difendere linteresse pubblico" «Il Piano di governo del territorio rappresenta la scelta più importante che il Consiglio è chiamato a fare. Grazie a questo piano, che nasce anche dal lavoro di chi ci ha preceduto e dalla collaborazione di tutte le istituzioni lombarde, Milano è in grado di guidare in modo nuovo il suo futuro». Il sindaco Letizia Moratti sceglie la seconda seduta del nuovo piano urbanistico - di fatto la prima di discussione, visto che martedì è mancato il numero legale - per parlare ai consiglieri di Palazzo Marino per la quarta volta dallinizio dellanno. E lo fa con un intervento di tredici minuti per introdurre allaula - dove anche ieri erano comunque assenti una decina di consiglieri di maggioranza su 35 - il lavoro dellassessore allUrbanistica Carlo Masseroli, ringraziando il suo predecessore Gabriele Albertini e strizzando locchio al presidente della Provincia Guido Podestà con cui nelle scorse settimane cè stato più di un dissapore sul tema. Il Pgt, per il sindaco, è «uno strumento innovativo pensato per rendere la città più bella e accogliente». Una grande opportunità per costruire un futuro «volto ad assicurare nuove condizioni di vivibilità». E ancora: «Un futuro in cui i legittimi diritti dei privati saranno pienamente riconosciuti e armonizzati con i superiori diritti pubblici». Un futuro dove si costruirà solo là dove ci saranno «adeguati servizi pubblici» e in cui il «verde tornerà ad essere una caratteristica della città. Come per le principali metropoli europee». In piedi, di fronte allaula silenziosa e attenta, Letizia Moratti, tailleur nero e camicetta rossa, legge il suo discorso senza interruzioni. Usa più volte le parole vivibilità, verde, servizi pubblici, accoglienza, donne, anziani e bambini come se il nuovo piano fosse la formula magica che farà rinascere Milano, «una conquista irrinunciabile» per una città «laboratorio dellinnovazione urbanistica». «Costruire - conclude il sindaco - significherà valorizzare lesistente, rigenerare le aree degradate, rispettare il territorio». Tredici minuti dopo la parola passa allassessore Masseroli che, con «un filo di emozione», introduce quella che chiama «una riforma». «Non un aggiornamento del vecchio piano regolatore, perché abbiamo capito che non funziona più, ma una vera riforma». Sulla quale lopposizione ha ancora molte perplessità. Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd, nel suo intervento mette in guardia il sindaco ricordandole «di maneggiare il tema urbanistico con più cautela visto che la sua famiglia ha rapporti con soggetti del mondo immobiliare» e promette «centinaia di emendamenti per difendere linteresse pubblico». Solidale, almeno in apparenza, la maggioranza con Carlo Fidanza, vicecapogruppo del Pdl, che dice: «Gli emendamenti saranno pochi e concordati».