PISA. «Abbiamo approvato il bilancio di ateneo perché non si poteva fare di meglio». Lo ha detto Davide Taffetani, il rappresentante di Ateneo Studenti nel consiglio di amministrazione dell'Università. «Noi invece non lo abbiamo approvato - replica Michele Fortezza, rappresentante di Sinistra per - perché è un documento di mera sopravvivenza e dal fiato corto». Queste sono le posizioni opposte degli esponenti delle correnti studentesche che siedono nel cda. Il bilancio previsionale dell'ateneo, approvato martedì scorso, è stato oggetto di dure contestazioni da parte dell'Onda che però non ha rappresentanti in cda. «Siamo consapevoli dei tagli che sono stati operati a livello di Governo - spiega Fortezza -, tagli che sono frutto sia della legge 133 che della prima stesura della Finanziaria e che si aggiravano intorno ai 20 milioni di euro solo per la nostra università». «Cifra - riprende Fortezza - che portò il rettore a dire che l'Università non avrebbe avuto neppure i soldi per pagare le bollette». Quei tagli, però, sono stati ridimensionati. «Infatti - riprende Fortezza - c'è stata, in sede di maxi emendamento alla Finanziaria, un ridimensionamento per far sì che si possano approvare dei bilanci di pura e semplice sopravvivenza». Il problema, dunque, non riguarda solo l'ateneo di Pisa che il ministero ha ricompreso tra quelli virtuosi nell'equilibrio fra entrate e uscite. «Fatto sta - precisa Fortezza - che di 14 milioni di euro necessari per le manutenzioni se ne stanziano solo 2,5, appena sufficienti a impedire la dichiarazione di inagibilità di alcuni edifici». Ma che cosa poteva fare il nostro ateneo? «Innanzitutto - conclude Fortezza - poteva essere meno accondiscendente con il governo. La nostra Università e la Conferenza dei rettori dovevano essere meno morbidi con il ministero, visto che l'anno scorso, per tagli inferiori, ci furono una fortissima protesta e mobilitazione di docenti e rettore che scesero in piazza». Diametralmente opposta è la posizione di Taffetani: «I tagli ci sono stati, ma è altrettanto certa una cosa, e cioè che non c'erano grossi margini per fare diversamente, così come deve essere tenuto conto del fatto che sono stati salvati i fondi per la ricerca e la didattica». Ateneo Studenti ammette però che la coperta è corta e quindi qualcuno al freddo ci dovrà stare. «Purtroppo gli interventi ed i finanziamenti nel settore della manutenzione ordinaria e straordinaria non sono adeguati alle necessità», conclude Taffetani d'accordo con il collega di Sinistra Per. «Una manovra in sintonia con il governo Berlusconi» Rifondazione comunista spara a zero e contesta anche le indennità dei vertici «Saranno fatti solo 35 dei 100 concorsi annunciati» PISA. Rifondazione comunista boccia il bilancio preventivo dell'ateneo. Lo fa attraverso Federico Oliveri, responsabile di università e ricerca per il partito. «Anche quest'anno il rettore Marco Pasquali ce l'ha fatta. Il "suo" consiglio di amministrazione - afferma Oliveri - ha approvato per il 2010 un bilancio pieno di tagli ma privo di visione politica. In perfetta sintonia col governo, il rettore ha operato come se il disegno di legge sulla riorganizzazione dell'università fosse già in vigore: il Senato accademico è stato esautorato dei suoi poteri a vantaggio di un cda blindato». «Quello approvato il 15 dicembre - prosegue Oliveri - è un bilancio "miracolato" per almeno tre ragioni. La prima è che grazie alle suppliche dei rettori, ma in cambio del loro silenzio-assenso sull'incombente riforma dell'università, il governo taglierà i propri finanziamenti (solo!) del 4 invece che del devastante 10 previsto, salvo confermare i tagli per i prossimi anni. La seconda è che nel frattempo il rettore si è portato avanti col lavoro, ottenendo che i direttori di dipartimento riducessero del 10 le spese di funzionamento delle loro strutture. La terza è che entro il 2010 ci saranno numerosi pensionamenti tra i docenti, ben 173, e tra i tecnici-amministrativi, permettendo un risparmio di oltre 12 milioni di euro». «Cosa si farà delle risorse disponibili? - si chiede Rifondazione - Una parte del personale tecnico-amministrativo verrà stabilizzato ma si assumeranno anche 4 dirigenti. Sono previsti solo 35 dei quasi 100 concorsi da ricercatore annunciati un anno fa dal rettore. Ci saranno 45 nuovi assegni di ricerca, ma per i docenti a contratto si stanzierà la stessa cifra che quest'anno ha "costretto" i presidi a proporre contratti gratuiti di insegnamento anche ai precari». «Mentre si fa poco contro il precariato in didattica e ricerca, 5 dei 12 milioni liberati dai pensionamenti vengono assorbiti dagli scatti automatici di stipendio dei docenti strutturati - conclude Oliveri -. Rettore, presidi e direttori di dipartimento aumentano le loro indennità, fino a raggiungere rispettivamente 67.000 euro e circa 6.000 euro lorde l'anno. E il direttore amministrativo, oltre a uno stipendio di 212.000 euro lorde, riceve un premio di 46.000 euro per i "risultati" ottenuti».
PISA - Bilancio, studenti divisi sui tagli. Non si poteva fare meglio, ma "Sinistra per" ribatte: scelte dal fiato corto
Il bilancio preventivo dell'Università di Pisa è stato approvato martedì scorso. Il rettore Marco Pasquali ha ottenuto di ridurre i tagli di 6 milioni di euro. Il governo ha tagliato i finanziamenti dell'ateneo di 4 milioni di euro. Il rettore ha ottenuto di ridurre le spese di funzionamento delle strutture di 10 milioni di euro. Il governo ha confermato i tagli per i prossimi anni. Il bilancio prevede 45 nuovi assegni di ricerca. Il governo ha annunciato 35 concorsi per ricercatori. Il rettore ha ottenuto di aumentare le indennità dei docenti strutturati. Il governo ha confermato i tagli per i prossimi anni.
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