Nel 2010 per i 140 anni una grande mostra con i capolavori della Corsini Beato Angelico, Caravaggio, Van Dyck, Rubens, sono solo alcuni maestri dei cento splendidi quadri della Galleria Corsini che il prossimo anno spiccheranno il volo per Palazzo Barberini. È da una costola della Galleria Corsini, infatti, che rinascerà la grande Galleria nazionale darte antica che nel 2010 sfoggerà una tale parata di capolavori dal Quattrocento al Settecento da essere p aragonabile al Museo del Prado di Madrid. E questo il generoso contributo, se non il prezzo da pagare, per il palazzo di via della Lungara, istituzione del polo museale romano che da tempo è al centro di polemiche per essere disertato dal pubblico. Il monumentale trasloco è stato pianificato per la mostra che alla fine del 2010, in occasione del doppio anniversario dei centoquarantanni di Roma Capitale e dei centocinquanta dallUnità dItalia, celebrerà la grande Galleria nazionale darte antica. "Con larrivo delle opere dalla Corsini sarà ripristinata a Palazzo Barberini una collezione di altissimo prestigio, ai livelli dello stesso Prado", dichiara la nuova soprintendente speciale al polo museale romano Rossella Vodret che sta lavorando al progetto insieme alla direttrice di Palazzo Barberini Anna Lo Bianco. "Il trasferimento era ormai un passo opportuno - avverte Vodret - perché i capolavori della Corsini integrano il percorso del museo Barberini completandone le lacune cronologiche e stilistiche dal Quattrocento al Seicento. Il risultato sarà una mostra meravigliosa di quattrocento opere. Ci saranno tutti i massimi artisti. Vogliamo creare nuclei che dialoghino con le opere di Palazzo Barberini. Da Beato Angelico, Rubens, Van Dyck, a Caravaggio dove il San Giovannino della Corsini affiancherà Giuditta e Oloferne, San Francesco e Narciso. Da Holbein col suo Ritratto di Enrico VIII, a Tintoretto, Murillo, Ribeira". Ma ci tiene a sottolineare, Rossella Vodret, che levento espositivo sarà la "prova generale" di quello che deve diventare Palazzo Barberini allindomani dellinaugurazione, prevista in primavera, delle nuove sale liberate dal circolo ufficiali. "E arrivato il momento di dare una svolta alla questione della grande Galleria nazionale di Roma che si trascina da centotrentanni e che per vicende varie a tuttoggi non esiste", incalza Vodret. Era il 1883 quando si decise di dotare la città di una galleria darte alla sua altezza. La prima sede fu Palazzo Corsini, con lacquisizione della sua collezione, cui se ne aggiunsero altre tra Torlonia, Monte di Pietà, Barberini, fino a raccogliere un patrimonio di 2200 opere. Quando Palazzo Corsini non bastava più, nel 1949 fu acquisito Palazzo Barberini, in parte già occupato dagli ufficiali. I quadri furono divisi secondo criteri cronologici fino al 1985. "Lallora soprintendente Dante Bernini volle spostare alla Corsini solo i dipinti del nucleo Corsini originario racconta Vodret - La mostra riunirà i pezzi più belli e sarà un omaggio doveroso ai nostri trisavoli, ai legislatori del dopo Unità dItalia che sognavano di dare alla Capitale una grande galleria. E il mio sogno è di ricostituirla a Palazzo Barberini". A fronte del sogno, la Corsini sarà svuotata dei suoi capolavori, anche se le rimarranno circa settecento opere per consolarsi nella quiete mistica delle sue sale. Ma per lei si pensa ad un destino da Petit Palais, spazio per mostre temporanee.