Prima manifestazione in sinergia per il Fioroni ed il Centro ambientale archeologico Nelle sale di via Fermi tele, lettere ed oggettistica afghana raccolta dai militari della missione di pace In via Matteotti una collezione di 12 vetri di Munari Un toccante filo artistico tra Italia e Afghanistan sulla scia della missione di pace «Praesidium», che ha visto impegnato ad Herat il contingente italiano. Ed un omaggio a Cleto Munari, uno dei maggiori esponenti del design e dell'architettura d'avanguardia, presente con le sue creazioni in 120 musei del mondo. Saranno due mostre di caratura internazionale a tenere a battesimo, tra oggi e domani, «Legnago musei»: la rete museale divenuta operativa a novembre in città con la fusione, sotto la direzione di Andrea Ferrarese, del Fioroni e del Centro ambientale archeologico. E sarà proprio quest'ultimo ad ospitare, stasera alle 18, la prima delle due inaugurazioni inserite nell'eccezionale evento ideato dalla delegata alla cultura, Ester Bonfante con l'architetto ed ufficiale degli alpini Alessandro Carone, curatore di entrambe le esposizioni. Madrine della serata la contessa Yolanda Borromeo e la giornalista Alessandra Vaccari. «Herat ora nona, il coraggio del futuro» - così è intitolata la mostra interdisciplinare, che ruota attorno ad un'imponente installazione dello scultore ed accademico pontificio Ernesto Lamagna - si articolerà in tre sezioni. La prima si apre con 12 burka blu montati su manichini antropomorfi sagomati dal maestro Lamagna a simboleggiare le donne afgane e la loro condizione d'altri tempi. La seconda si snoda, invece, su 12 tele «aquiloni» prodotte dai docenti e dagli studenti dell'Università di Herat durante il ciclo di lezioni tenuto da Lamagna nel Paese asiatico su idea di Carone; mentre la terza raccoglie fotografie sulle missioni di pace in Afghanistan degli alpini del 5 e dell'8 reggimento della Brigata Julia. Al centro dell'ambientazione alcune lettere originali in arabo di quelle genti. Il secondo taglio del nastro è previsto invece, domani alle 18, al museo Fioroni dove si potrà visitare la mostra «Après Paolo Veronese». In questo caso a catturare l'attenzione sarà una collezione di 12 vasi in vetro di Murano, acquistabile sborsando 45mila euro, realizzati dalla «Cleto Munari Design associati» su disegno dello stesso allievo di Carlo Scarpa e di 10 tra i più famosi designers ed architetti del mondo. I quali hanno rivisitato il vaso di Murano più celebre del '500, che venne riproposto nel '900 prendendo il nome di «Vaso Veronese» in omaggio al grande pittore che lo rappresentò nella sua «Annunciazione» del 1578. Accanto ai prestigiosi vetri firmati, che fanno già parte della collezione di celebrità del calibro di Sharon Stone e Bill Gates, saranno esposte sei caraffe in argento della serie «Tuby's» disegnate da Carone per Munari. Foto: