Sbarrato l'ingresso, ora servono lavori urgenti. Pieroni: "Più impegno per reperire i fondi" Lapedona Un'ordinanza firmata dal tecnico comunale Andrea Simoni ha imposto di svolgere il concerto lapedonese di Picenoincoro di inizio mese nella collegiata di San Lorenzo e non nella chiesa di San Nicolò come inizialmente programmato. Motivo, le pessime condizioni statiche del soffitto ligneo che presenta travetti di sostegno molto rovinati, alcuni marci e con una concreta possibilità di rottura. Con l'ordinanza sono stati imposti la chiusura della chiesa, il divieto di svolgere qualsiasi manifestazione o attività e riservata la possibilità di accesso esclusivamente alle persone autorizzate. "Non potevamo correre dei rischi ammette il sindaco Pieroni - siamo stati costretti a prendere questo provvedimento. Alcuni anni fa è stato rifatto il tetto della chiesa, adesso occorre un urgente intervento per la sistemazione del soffitto, realizzato con tavole e decorato a tempera con ornamento barocco dal pittore fermano Filippo Ricci. Intervento che dovrebbe avvenire all'inizio del prossimo anno. Ci stiamo muovendo per la ricerca dei fondi che in parte, circa 40 mila euro, dovrebbero arrivare dal Ministero degli Interni". Nella chiesa di San Nicolò, di proprietà comunale, seppur ancora consacrata, da anni, almeno una decina, non vi si celebrano più funzioni, ma viene sfruttata per iniziative sociali e culturali. Tanto che in passato l'amministrazione comunale ha presentato un progetto, mai finanziato e mai spiegate le motivazioni di questo rifiuto del contributo che in un primo momento sembrava essere stato concesso, per la creazione di un piccolo auditorium e di un museo annesso. "Purtroppo non è stato ancora possibile realizzare questa idea. Dei 400 mila euro necessari non ne è stato concesso nemmeno uno. Non abbiamo perso la speranza, stiamo cercando vie alternative per reperire finanziamenti. Come affidarci alla destinazione dell'otto per mille della dichiarazione dei redditi per il risanamento dei beni artistici". La chiesa, risalente al 1585 e ultimata alcuni anni più tardi, è una significativa testimonianza di arte e vita religiosa dei secoli XVII e XVIII nei quali si susseguirono vari interventi alle strutture interne ed esterne. Tetto a capanna, navata unica rettangolare, tribuna cantoria sopra l'ingresso, orologio elettromeccanico e meridiana sulla facciata. Sono queste le caratteristiche principali di questa chiesa che abbellisce piazza Leopardi. Chiesa che ultimamente è però balzata agli onori della cronaca anche per i numerosi furti di opere d'arte. Clamoroso il ritaglio del bel volto di Maria Bambina dal dipinto su tela "L'educazione di Maria Bambina da parte dei suoi genitori" della pala del primo altare sinistro. Per evitare la stessa sorte, quella dell'altare maggiore di Simone De Magistris, "Madonna con il Bambino tra l'arcangelo San Michele, San Francesco d'Assisi ed il bimbo martire San Quirico" dipinta e firmata nel 1596, è stata trasferita in municipio. walter carelli