TORINO Per rimediare con un tocco di novità, il nuovo direttore della Gam di Torino, Danilo Eccher e una squadra di esperti hanno effettuato un singolare lavoro di riallestimento delle collezioni permanenti, delle sale, dell'ampia videoteca e dei Servizi Educativi. La rivoluzione, che è anche evoluzione della visione museale, mira al dialogo e all'intreccio delle opere inserite in sezioni diverse, provenienti sia dalle collezioni stabili sia dalle mostre temporanee. Dipinti, sculture, installazioni, fotografie, disegni incisioni, video e film di artisti - una superba raccolta di 45.000 opere di arte moderna e contemporanea, prima disposte in ordine cronologico - ora figurano collocate secondo un criterio che impone una prospettiva diversa, insolita, suggerita da quattro temi: l'Infanzia, il Genere, la Specularità, la Veduta, individuati da altrettanti studiosi ed esperti in discipline che investono la storia dell'arte pur senza fame parte. Sono dunque le opere con la loro voce, le connessioni e i riferimenti suggeriti da tavole illustrative, da confronti fra diverse epoche storiche con i loro linguaggi, a richiamare lo sguardo dell'osservatore e a stimolarne le riflessioni: non solo di carattere estetico e artistico, ma anche storico, letterario, filosofico, antropologico. Per esempio, quattro tele di Morandi si scorgono attraverso una installazione di Fausto Melotti che ne esalta poesia, eleganza, sospensione temporale; mentre i sacchi di Burri si accostano ai primi tentativi di Fontanesi di raccontare la materia e un'antica scultura tombale dialoga con Cucchi. Disegni, acquerelli, grafiche, incisioni saranno offerti a rotazione peiriodica nell'atmosfera raccolta deilla Wunderkammer. Il piccolo scrigno che conterrà preziosità artistiche, raccolte d'arte e di oggetti che un tempo costituivano le collezioni e le decorazioni delle dimore nobili, si è inaugurato con Pietro Calmieri, celebre disegnatore a penna di deliziose scene pastorali e di paesaggi arcadici tipici del 700. Caposaldo di questa avventura, nuova per l'Italia, ma già proposta altrove con successo, è la Sala Mostre del primo piano, destinata alle grandi esposizioni. Quella di questo periodo si chiama il Teatro delle performance. Vi figurano prestazioni artistiche dagli anni 50 in poi, dove si coglie l'energia creativa, il dinamismo del gesto, dell'azione, del concetto dell'artista nei suo intervento modificatore sullo spazio. In questo teatro si incontrano lavori di Pistoletto, Katsuo Shiraga, Gilbert Gorge, Marina Abramovich, Katsuo Shiraga e altri ancora. Si scoprirà poi Ian Kiaer nelll'Underground project, la sezione del seminterrato che la Gam attraverso mostre collettive di giovani artisti già noti offre alla sperimentazione e all'analisi dell'arte cointemporanea.
TORINO - Rivoluzione alla Gam di Torino Le collezioni d'arte si mescolano
Il nuovo direttore della Gam di Torino, Danilo Eccher, ha effettuato un lavoro di riallestimento delle collezioni permanenti, delle sale, della videoteca e dei Servizi Educativi. La rivoluzione mira al dialogo e all'intreccio delle opere inserite in sezioni diverse, provenienti sia dalle collezioni stabili che dalle mostre temporanee. Le opere sono collocate secondo quattro temi: l'Infanzia, il Genere, la Specularità, la Veduta, individuati da altrettanti studiosi ed esperti. Le opere sono state presentate in un modo insolito, con tavole illustrative e confronti fra diverse epoche storiche, per richiamare lo sguardo dell'osservatore e stimolarne le riflessioni.
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