Il caso Assegnati due appartamenti per un totale di 450 metri quadrati. Trasferiti Rettorato e Consiglio di Facoltà Uffici di rappresentanza in 7 saloni del palazzo reale CASERTA La Reggia apre la propria disponibilità al Rettorato della Sun. L'appartamento di cui il rettore ha già le chiavi finalmente di ottima rappresentanza per la più alta delle componenti accademiche si compone di sette vani (qui parliamo di dimensioni vanvitelliane, cioè saloni) che avevano ospitato abitazioni per funzionari della Soprintendenza. Quattro saloni affacciano su piazza Carlo III, sono quelli del primo piano immediatamente a destra dell'ingresso principale, le finestre si aprono in successione a partire dall'arco del portale d'ingresso. Altre tre saloni, divisi da un ampio corridoio, affacciano sul primo cortile interno, così come alcuni stanzini e servizi. La superficie è di circa 450 metri quadrati e sarà ristrutturata dall'amministrazione universitaria. Qui l'ufficio di rappresentanza del rettore, della segreteria particolare e del Consiglio di facoltà che fruirà di un salone. Poi, altre stanze di rappresentanza da usare per cerimonie accademiche e per ricevere adeguatamente ospiti illustri. Questi saloni affacciano sulla piazza rifatta interamente a verde, con la riproposizione dei disegni ad erba bassa e ligustria che Luigi Vanvitelli volle a ornamento dell'ampia piazza di accesso al real palazzo, la piazza delle giostre militari e delle parate. «La richiesta alla Soprintendenza era stata avanzata circa cinque anni fa ricorda la dirigente Sara Farina che con la collega Maria Rosaria Staro del fronte Rettorato, ha seguito il complicato iter burocratico la pratica era stata avviata dalla soprintendente Giovanna Petrenga, seguita dal successore Enrico Guglielmo e oggi portata a compimento da Paola Raffaela David. L'assegnazione dei locali demaniali è in via provvisoria, fin quando l'Università potrà disporre della sua definitiva sede». Che è quella del Policlinico, prima pietra nel 2005, consegna prevista per il 28 dicembre 2008, lavori fermi da più di un anno a un quarto scarso dell'intera opera. E. necessariamente, anche il rettorato ha trovato nella Reggia «soccorrevole madre».