Beni culturali, quei traffici illeciti che annientano l'identità Roma, 16 dic (Velino) - Nonostante il rafforzamento della cooperazione fra le polizie di tutto il mondo e l'adozione di numerose misure di investigazione transnazionale contro il traffico illecito di beni culturali, negli ultimi decenni si è evoluto un sistema criminale sempre più sofisticato. Una "rete" che, ha trovato in Internet, uno straordinario canale di diffusione ed è ormai in grado di bypassare i controlli delle dogane e di superare agevolmente leggi nazionali e convenzioni internazionali. Un tema di attualità, che vede l'Italia in prima fila, tanto da aver spinto il ministero dei Beni culturali e la Farnesina a dedicare a questo argomento un seminario internazionale in ambito G8, considerate le implicazioni collegate a un tema a esso "familiare" come quello della sicurezza. All'incontro, che si tiene oggi e domani a Roma nell'ex chiesa di santa Marta, partecipano paesi aderenti al G8, ma anche nazioni (come Brasile, Cina, Egitto, India, Iraq, Messico e Sudafrica) che pur non facendone parte hanno partecipato ad altre riunioni in sede G8 o hanno al momento emergenze in corso per la salvaguardia del loro patrimonio. "Le ragioni che spingono l'Italia a reclamare la restituzione delle sue opere d'arte non sono certo di natura economica, ma rispondono piuttosto a delle esigenze culturali - ha detto il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi durante il suo intervento -. Un'opera d'arte nasce in un ambiente specifico con uno scopo ben preciso e gli scavi clandestini annullano il legame tra l'opera d'arte e le sue radici. Il patrimonio culturale rappresenta un elemento fondamentale dell'identità di ciascun Paese e del senso di appartenenza ad una civiltà comune". Per ottenere questo risultato, però, secondo Bondi sarà prima necessario che tutti i Paesi si impegno ad armonizzare le legislazioni nazionali in tema di tutela del patrimonio, in modo da "eliminare tutti quegli ostacoli giuridici che rallentano e talvolta rischiano di vanificare la lotta contro un'attività il cui giro di affari sta diventando paragonabile a quello del traffico di droga". A dispetto degli accordi internazionali in ambito Unesco e le convenzioni bilaterali con singoli Paesi, come fatto con Usa e Svizzera, la restituzione resta un punto dolente nella lotta ai traffici illeciti. L'Italia è tuttavia capofila in quella che a detta del consigliere culturale del presidente Giorgio Napolitano, Louis Godart, è "una comune battaglia di civiltà": per la lotta al traffico di beni culturali lo Stato dispone infatti di un nucleo di carabinieri, di un pool di magistrati presso la procura di Roma e di uno staff di legali presso l'Avvocatura dello Stato. Fattori che per il consigliere del ministro Daniel Berger, fanno dell'Italia un modello per gli altri Paesi "produttori", che possono vantare un gran numero di opere d'arte: "Nell'accordo con gli Usa ha stabilito un principio etico da applicare: quello di invitare i musei a non comprare ignorandola e di dare attenzione alla provenienza del reperto, magari con una semplice etichetta". Ma allora, in attesa di uniformare le particolarità giuridiche dei singoli stati, quale potrebbe essere il punto di partenza? "Un approccio pratico, come quello fornito da un'azione di polizia", secondo il generale Giovanni Nistri, alla guida dei carabinieri Tutela patrimonio culturale. "È accaduto infatti che un accordo internazionale partisse da una semplice perquisizione. È la dimostrazione - ha aggiunto il militare - che si può iniziare da qui per una politica di più ampio respiro".
CLT - Beni culturali, quei traffici illeciti che annientano l'identità
Il traffico illecito di beni culturali è un problema in crescita, nonostante le misure di cooperazione tra le polizie e le convenzioni internazionali. La "rete" criminale ha trovato in Internet uno strumento di diffusione e può bypassare i controlli delle dogane. L'Italia è in prima fila nella lotta contro questo fenomeno, che ha spinto il ministero dei Beni culturali e la Farnesina a organizzare un seminario internazionale in ambito G8. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha sottolineato l'importanza della restituzione delle opere d'arte per preservare l'identità culturale dei Paesi.
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