Il soprintendente Bureca presenta le iniziative per aprire alla città i luoghi d'arte. Restaurata per valorizzare capolavori di Palazzo Bruni. Soprintendente Agostino Bureca è alla guida del Palazzo delle Statue di via Ricasoli da pochi mesi Agostino Bureca è il terzo soprintendente arrivato in meno di tre anni alla guida del Palazzo delle Statue in via Ricasoli. Ma lui ha intenzione di restarci a lungo, almeno tre anni, quelli previsti dal contratto che ha firmato con il ministero. "E' vero - dice - che siamo come gli allenatori di calcio, ma io ad Arezzo posso contare su una grande squadra". E i tre anni sono, appunto, quelli che servono per un progetto che vada oltre la normale amministrazione. Il progetto si costruisce a Palazzo delle Statue, la sede della Soprintendenza, ma si realizza a Palazzo Bruni, la sede del museo statale d'arte medioevale e moderna che, insieme a Casa Vasari, espone al pubblico l'altra faccia della Soprintendenza. Per questo, sia Palazzo Bruni che Casa Vasari saranno al centro di interventi di riordino e di restauro, a cominciare dal 2010 e in vista del 2011, l'anno vasariano. Ma prima ancora del grande evento, la celebrazione del 500esimo anniversario della nascita di Vasari, si rivelerà il vero obiettivo di un progetto perfino più ambizioso: quello di di trasformare il museo nella Casa della Cultura: una casa sempre aperta che vuole accogliere la città e farsi conoscere per quello che è, e non solo per i grandi eventi, come quelli di Piero della Francesca o dei Della Robbia. "Il museo di San Lorentino - dice Bureca - non è solo un contenitore di eventi, ma anche e soprattutto la galleria di un patrimonio culturale della città: che deve appropriarsene con una conoscenza diretta e assidua". Il primo appuntamento alla Casa della cultura degli aretini è per sabato prossimo alle 17: gli onori di casa li farà proprio il soprintendente con la sua squadra a piano terra del museo. Un vera festa con musica e pasticcini per tutti: "Ci sarà anche una sorpresa per tutti" - dice Bureca, senza ovviamente rivelarla. Ma il vero regalo che vuol fare Bureca è quello di un museo a tanti aretini sconosciuto, se non per i grandi eventi. E' la sequenza di sale piene di tesori che valgono ben più di un grande evento. Saranno tutti rimessi a loro posto, dopo averlo lasciato alle terracotte invetriate dei Della Robbia. Ma il progetto guarda anche fuori da Palazzo Bruni e Casa Vasari: al Sottochiesa di San Francesco, anche questo da restaurare per la mostra del Castellucci che offrirà l'immagine perduta di Arezzo barocca, e alla vicina ex Caserma Piave che diventerà, dopo i lavori di recupero una appendice del museo. Una grande occasione per dare la luce a tanti capolavori, custoditi nei magazzini di Palazzo Bruni, per mancanza di spazio Romano Salvi
AREZZO - La caserma Piave diventa museo.
Il soprintendente Agostino Bureca presenta le iniziative per aprire i luoghi d'arte della città a tutti. Il progetto si basa sulla valorizzazione dei capolavori di Palazzo Bruni e sulla trasformazione del museo statale d'arte medioevale e moderna in Casa della Cultura. Il progetto prevede la riordino e il restauro di Palazzo Bruni e Casa Vasari, nonché la creazione di una appendice del museo all'ex Caserma Piave. Il progetto vuole accogliere la città e farla conoscere per quello che è, non solo per gli eventi. Il soprintendente Bureca promuove la conoscenza diretta e assidua del patrimonio culturale della città.
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