gli abitanti: «siamo pronti a bloccare l'aurelia e a occupare tursi» Un tracciato alle spalle del Marsano potrebbe sbloccare la situazione. NUOVA delusione e nuova assemblea pubblica per gli abitanti di Sant'Ilario. In tanti hanno partecipato alla riunione che si è svolta l'altra sera alla Società operaia cattolica, per discutere un unico ordine del giorno: l'ennesima bocciatura all'ennesimo progetto per la creazione di una viabilità anche tra le antiche crose che si arrampicano sulla collina di levante. Questa volta a dire di no al progetto presentato da Marta Vincenzi e sostenuto finanziariamente dalla Regione, è stata la Sovrintendenza ai Beni architettonici. Il prolungamento di via Sant'Ilario oltre i cancelli dell'istituto Marsano, con la creazione di un tunnel sotto il piazzale dell'Agrario, ha ricevuto parere contrario. Anzi, lo stesso edificio scolastico con le serre storiche, sono stati considerati beni da tutelare. Una doccia fredda, insomma. Che ha diviso il "parlamentino" degli abitanti in due partiti: gli arrabbiati e gli esasperati, quelli pronti a fare manifestazioni di piazza e quelli con le valigie in mano («qui non si può più vivere»). Nel corso dell'assemblea, presente per le istituzioni il solo presidente del municipio, Francesco Carleo, sono stati moltissimi i motivi di protesta e una sola la speranza (anche in questo caso l'ennesima): quella di puntare su un nuovo tracciato, che passi alle spalle dell'istituto Marsano e che eviti di tagliare in due terreni e serre della scuola professionale. Nei giorni scorsi lo stesso consiglio d'istituto della scuola ha dato parere favorevole a questa nuova ipotesi. Una strada che passi alle spalle dell'edificio scolastico, più o meno dove attualmente si trova il cisternone abbandonato (della Provincia). Nel progetto potrebbe rientrare il recupero della prima centrale termoelettrica italiana, che fu creata su progetto di uno scienziato nato a Torino ma genovese di adozione, Giovanni Francia. Oggi quella centrale è abbandonata in condizioni vergognose: specchi rotti, erbacce ovunque, nessun segno di manutenzione. Con i soldi stanziati, l'appoggio del ministero (già arrivato) e il benestare della Sovrintendenza, si punta a risolvere due problemi in un colpo solo: sistemare la centrale e fare la strada. «Diciamo pure che è l'ultima spiaggia - aggiunge Daniela Vecchio, presidente del Comitato di Sant'Ilario - ci sentiamo presi in giro. E' da troppo tempo che aspettiamo una risposta a un'esigenza reale e anche molto umana: quella di poter vivere quassù. Perché senza strada i nostri vecchi, i bambini, i disabili, non ce la fanno più». Gli umori dell'assemblea dell'altra sera, del resto, erano quelli di una pentola in ebollizione. «Attenderemo ancora qualche settimana. Ma se a gennaio non arriveranno risposte, allora inizieremo ad attuate forme di protesta più dure. Bloccheremo la via Aurelia, occuperemo Tursi. E lo faremo per disperazione» - conclude Vecchio.