ROMA Decentrare entro l'anno porti, spiagge, caserme, miniere e monumenti. Assegnandoli a chi saprà valorizzarli e senza alcuna tassa per i cittadini. Sono gli obiettivi del primo decreto attuativo sul federalismo fiscale. Che dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri del 28 dicembre ma che già oggi farà un primo giro di tavolo a Palazzo Chigi. Il testo elaborato dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli si compone di sette articoli. La ratio è attribuire ogni singolo bene al livello di governo che potrà sfruttarlo meglio. E ciò in base a cinque criteri. Si parte da «sussidiarietà, adeguatezza e territorialità», che significa devoluzione al comune che lo ospita a meno che la provincia, la regione o la città metropolitana di appartenenza diano maggiori garanzie. Seguono «semplificazione», intesa come la possibilità di far valere la delibera dell'ente locale come uno strumento di variante urbanistica, «capacità finanziaria», «correlazione con competenze e funzioni», e «valorizzazione ambientale». Altrettanto lunga la lista delle proprietà in odore di cessione. Si va dal demanio marittimo a quello idrico, passando per gli aeroporti di interesse regionale, le miniere, i palazzi, le caserme, i poligoni e gli altri beni in possesso della Difesa. Laddove non potranno essere alienati i beni effettivamente in uso allo Stato e alle agenzie autonome e quelli che il ministero dei Beni culturali ha dichiarato «appartenenti al patrimonio culturale nazionale». Il meccanismo per l'assegnazione è più o meno semplice: entro 90 giorni dal varo del dlgs uno o più decreti del presidente del Consiglio indicheranno le proprietà trasferibii e gli enti assegnatari. I quali avranno 30 giorni per comunicare la loro accettazione all'agenzia del Demanio. Nel mese successivo un decreto dell'Economia trasferirà il bene a titolo non oneroso nel patrimonio disponibile dell'aggiudicatario (o nei fondi immobiliari eventualmente costituiti). Il destinatario dovrà informare i cittadini, tramite il proprio sito web, sullo stato del processo di valorizzazione. Che non potrà essere finanziato da alcuna tassa di scopo, prevista invece in una «bozza» precedente. Del testo si è parlato ieri amiche in sede di Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale. A illustrarne a grandi linee i contenuti è stato il presidente Luca Antonini. Che al Sole 24 Ore sottolinea: «In sostanza si vuole realizzare lo stesso modello che è stato in gran parte già sperimentato dalle regioni a statuto speciale ed è diretto a valorizzare i beni in maniera trasparente».
CONSIGLIO DEI MINISTRI - Beni agli enti locali entro l'anno
Il primo decreto attuativo sul federalismo fiscale, varato dal Consiglio dei ministri, prevede la decentrazione di beni pubblici come spiagge, caserme, miniere e monumenti. Gli obiettivi sono attribuire ogni bene al livello di governo che lo valorizzerà meglio, in base a cinque criteri: sussidiarietà, adeguatezza e territorialità, semplificazione, valorizzazione ambientale e capacità finanziaria. Le proprietà in odore di cessione includono demanio marittimo, idrico, aeroporti, miniere, palazzi, caserme e poligoni.
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