«In Italia la cultura ha un peso particolare e deve quindi essere considerata un settore vitale dell'economia. La politica ha pertanto una responsabilità storica: non rispondere alla domanda di cultura sarebbe un grave errore». E il grido di allamre lanciato da Roberto Grossi, presidente di Federculture, la federazione nazionale che raggruppa tutti i soggetti pubblici e privati che gestiscono i servizi legati alla cultura. Presentando il sesto rapporto annuale di Federculture Grossi ha sottolineato che «c'è stato un cambiamento incoraggiante in Italia nel settore culturale: in particolare è stato registrato un aumento del pubblico nei teatri, pari al 3,9 per cento rispetto al 2008, e ai concerti, pari al 3 per cento. Anche gli ingressi alle mostre sono saliti dell'l per cento. Infatti - ha continuato - le famiglie non rinunciano più alle esposizioni e i giovani sono più interessati agli eventi culturali, compresi i concerti di musica classica». Dal rapporto, intitolato «Crisi economica e competitività. La cultura al centro o ai margini dello sviluppo?», emerge un quadro positivo per la cultura e il turismo d'arte, nonostante la recessione. La spesa delle famiglie italiane per la cultura e il tempo libero è infatti passata dai 48 miliardi di euro del 1998 ai (34 miliardi del 2008, con un incremento deI 34 per cento. Tuttavia, Grossi ha evidenziato la necessità di «ripartire dall'ltalia dimenticata», valorizzando gli asset sui quali anche oggi possiamo essere competitivi a livello internazionale. «Lo Stato deve investire di più in cultura - ha detto senza giri di parole - e riteniamo che accanto al ministero dei Beni culturali dovrebbe scendere in campo anche il ministero dello Sviluppo economico. li rischio è che ci sia un modello di sviluppo sbagliato».
ROMA - Malgrado la crisi; salgono i consumi. Anche la cultura resiste.
In Italia la cultura è un settore vitale dell'economia e la politica ha una responsabilità storica nel sostenerla. Il presidente di Federculture, Roberto Grossi, ha presentato il sesto rapporto annuale della federazione, che mostra un aumento del pubblico nei teatri, ai concerti e alle mostre. La spesa delle famiglie italiane per la cultura e il tempo libero è aumentata del 34% dal 1998 al 2008. Tuttavia, Grossi ha evidenziato la necessità di investire di più in cultura e ha chiesto al ministero dello Sviluppo economico di intervenire per valorizzare gli asset culturali italiani. Il rapporto ha anche evidenziato il rischio di un modello di sviluppo sbagliato se non si investe nella cultura.
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