I trentini sono i più virtuosi. Battono il resto d'Italia, in tutti i settori: frequentano musei e mostre circa tre volte più dei pugliesi e vanno a teatro due volte e mezzo in più dei calabresi. Chi semina raccoglie. Non sorprende scoprire che il Trentino Alto Adige è la regione che spende di più per la cultura: ben 159 milioni di euro, seguito da Sicilia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Un quadro sorprèndente quello presentato ieri da Federculture al MAXXI che potrebbe essere riassunto così: le famiglie spendono in cultura un po' di più, il Governo po' meno. A fronte dello 0,23 per cento del bilancio dello Stato investito in cultura, il settore è stato a lungo sostenuto dalle amministrazioni locali: Comuni, Province e Regioni. «Nel 2009 - spiega il preisidente di Federculture Roberto Grossi - anno nero della crisi, a sorpresa tengono i consumi culturali e recuperano teatro, concerti e mostre. Si conferma la tendenza decennale che registra un incremento nella spesa delle famigliè per il settore del 34 per cento. Ma perdura il deficit di competitività ed è in alo l'attrattiva del Paese (secondo il Country Brand Index) che arretra al sesto posto nella classifica mondiale, pur essendo ancora riconosciuto primo per arte e cultura». «La strada - suggerisce Grossi - è quella di inserire la cultura nelle politiche di governo, con un'attenzione diretta dell'economia. Solo sulla base di questi presupposti anche il coinvolgimento di imprese e soggetti privati potrà avere un nuovo impulso», Il mercato delle sponsorizzazioni arretrerà, secondo le proiezioni della ricerca Federculture, dell'8,6 rispetto al 2008 che già aveva subìto uno scossone.
ROMA - Trentino e Sicilia le regioni più vrirtuose.
Il Trentino-Alto Adige è la regione italiana che spende di più per la cultura, con 159 milioni di euro. Le famiglie spendono in cultura un po' di più del Governo, che investe solo lo 0,23% del bilancio dello Stato. Le amministrazioni locali, come Comuni, Province e Regioni, sostengono il settore. Nel 2009, durante la crisi, le amministrazioni locali tengono i consumi culturali e recuperano teatro, concerti e mostre. La spesa delle famiglie per il settore del 34% nel decennio scorso. La cultura è ancora riconosciuta come prima per arte e cultura nel mondo, ma l'attrattiva del Paese arretra al sesto posto.
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