«Un quadrilatero della cultura romana. MAXXI, Macro, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Azienda Palaexpo' fusi in un unico grande organismo, Fondazione o Consorzio, ma assolutamente competitivo a livello internazionale». Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali espone la sua formula, durante il convegno organizzato da Federculture per la presentazione del rapporto annuale che fotografa lo stato di crisi dell'azienda Italia, ma anche la toccante domanda di cultura in costante crescita degli italiani: la spesa delle famiglie è passata dai 48 miliardi annui del 1998 ai 64 miliardi del 2008, con un incremento del 34 per cento. Siamo scesi (secondo il Global Competitiveness Index 2009-2010 del World Economic Forum) dall'84' all'87' posto per qualità del sistema educativo; al 9 posto per numero di professionalità che scelgono l'estero (la famosa fuga dei cervelli); al 54' per livello infrastrutture,,. Eppure, nel 2009, in piena crisi e dopo un 2008 largamente negativo, la spesa del pubblico è tornata a crescere: ancora una volta in testa il teatro con 13,94 per cento; il cinema 2,39 per cento, i concerti di musica classica 3,23 per cento. E si riduce un po' anche l'emorragia di visitatori nei musei statali, passando dal -3,88 per cento del 2008 al -2,78 dei primi mesi del 2009. Ma se Obama ha destinato all'arte 50 milioni di dollari all'interno del paccheto anticrisi e la Comédie Française può contare su finanziamenti pari a un terzo dì quanto il nostro Governo investe nell'intero settore, in Italia i tagli hanno ridotto del 23,02 per cento, rispetto al 2008, lo stanziamento del ministero dei Beni culturali. «La cultura - riprende Giro - è un fattore competitivo rispetto agli altri paesi. Non possiamo essere condannati a produrre auto. Ma soprattutto dobbiamo studiare come stare a galla in un Panorama internazionale, decisamente aggressivo. Bisogna spendere meglio che in passato. Stiamo studiando, con il Comune ed Emmanuele Emanuele, presidente di Palaexpo' fortemente interessato al progetto, un piano per fare sistema e unire le energie dei nostri musei più importanti. La riflessione ora è sulla configurazione giuridica. Le ipotesi sono due: un'unica Fondazione che racchiuda MAXXI, Macro, Palexpo' e Galleria Nazionale d'Arte moderna. E si configurerebbe così una vera e propria fusione, prendendo a modello il Museo Egizio. Oppure un Consorzio, schema di riferimento Venaria Reale, con soggetti istituzionali, enti territoriali, dove i quattro soggetti manterrebbero la loro autonomia. Quanto al rischio di disperdere così la pluralità delle voci - conclude il sottosegretario - sono convinto che vadano tutelate le singole realtà, ma prima di tutto bisogna individuare un piano di difesa, globale. I nostri interlocutori sono i tour operator che ci chiedono pacchetti completi. Bisogna ragionare in questi termini. Qualità sì, ma aggredire il problema con una logica industriale. Siamo piegati dal turismo mordi e fuggi e ci dobbiamo confrontare con Londra e Parigi che vantano più del doppio della durata della permanenza». Un po' come chiudere la stalla quando molti buoi sono già scappati: nel corso del 2008 il turismo culturale ha risentito della crisi e le presenze nelle città d'arte hanno segnato un -6,9. Un duro colpo per un settore che negli ultimi vent'anni è sempre stato una voce in crescita.