l seminario Al garante regionale centinaia di suggerimenti sul futuro dell'area più discussa Proposte e desideri degli abitanti: bici, treno elettrico. E una pista come a Malta Un parco da percorrere in bici o con un trenino elettrico, dove trascorrere il tempo libero, fare sport, giocare, rilassarsi. Un'area verde ma non solo, con laghi, zone archeologiche e oasi artistiche accanto a quelle naturali. Uno spazio da vivere di giorno, e dove poter vedere anche le stelle. È il Parco della Piana, per ora solo virtuale, come lo vorrebbero i cittadini. Sono centinaia le osservazioni e le idee raccolte da Massimo Morisi, Garante regionale della Comunicazione per il governo del territorio, nel quadro del processo di partecipazione sul futuro Parco promosso dalla Regione, e presentate ieri in un seminario di studio a Villa Montalvo. Alcuni cittadini hanno lanciato le loro proposte durante la passeggiata autunnale organizzata a Sesto Fiorentino; alcuni sono intervenuti a incontri o sul web; altri ancora, all'ultima edizione del Festival della Creatività, hanno scritto i loro messaggi su post-it gialli e rosa, appiccicandoli poi su un grande tavolo senza angoli, con la raffigurazione della Piana vista dall'alto (prossimamente verrà esposto nel municipio di Campi Bisenzio, nell'anticamera del sindaco Adriano Chini). «Voglio andare a fare la spesa in bici» recita uno; «Convertire l'ex inceneritore di San Donnino a spazio per l'arte » o «Installazioni di artisti giovani nella zona del parco agricolo di Prato» dicono altri; «Vorrei veder più stelle» recita un biglietto lasciato da un bambino. Dalle osservazioni raccolte è emerso che il Parco è immaginato dai cittadini come un luogo aperto, interconnesso con le aree naturalistiche, i siti archeologici, le zone boschive circostanti, le abitazioni; un «sistema» verde che entra nei centri urbani, si armonizza con le costruzioni e le infrastrutture esistenti e può essere usato dagli abitanti come fosse il giardino di casa. «Sogno un parco della Piana fatto di aree verdi collegate tra loro da piste ciclabili che potrebbero essere anche utilizzate come collegamento fra i vari centri abitati» ha scritto un cittadino su un forum. In molti hanno proposto di trasformare gli edifici dismessi e abbandonati in centri culturali o artistici; recuperare le stazioni ferroviarie esistenti per creare una metropolitana leggera; qualcuno sogna un trentino elettrico. «Potrebbe essere alimentato dall'energia proveniente da pannelli fotovoltaici collocati sul tetto del Macrolotto e delle fabbriche esistenti nella Piana» ipotizza un fiorentino. Certo, anche in questo «Parco dei sogni» non si può non tener conto delle grandi infrastrutture che vi sono ospitate: l'aeroporto, il termovalorizzatore, le discariche abusive, le industrie, le strade. «Che senso ha riproporre un sogno del genere quando nella Piana nascerà un inceneritore, probabilmente uno stadio o un outlet, quando si parla di aeroporto da ampliare?» polemizza una signora sul web. Sulla questione Vespucci alcuni osservano che un'eventuale rotazione della pista permetterebbe un miglior collegamento del parco con Castello e San Donato. Altri obiettano che questa soluzione porterebbe le rotte troppo vicino alle aree protette. Molti vorrebbero eliminare del tutto lo scalo fiorentino: «Fare una navetta diretta per Pisa e chiudere l'aeroporto» è la proposta più frequente. C'è anche ci ipotizza «una pista di atterraggio sopra l'autostrada, come Malta» o addirittura di interrare l'autostrada in quel tratto. Temi che dividono anche i cittadini, non solo gli amministratori. Ivana Zuliani