La frana Un svolta: s'indaga per abusi edilizi. Verso i primi avvisi di garanzia Il genio civile: terra sugli scavi e sui lavori fatti Abuso edilizio e violazione della normativa sulla progettazione e realizzazione degli edifici. Si delinea un nuovo scenario nell'inchiesta della procura fiorentina sulla frana di San Gaggio. All'alba del 21 novembre scorso, un boato annunciò il cedimento di un pezzo di collina in via Benedetto Castelli, a ridosso del Poggio Imperiale, trascinando con sé il muro di cemento armato che separa la strada dal cantiere dove sono in costruzione quattordici appartamenti e diciassette box sotterranei. Dopo i sopralluoghi del pm Sandro Cutrignelli, dei tecnici del genio civile e della polizia municipale, nell'area dove sta svolgendo i lavori la Pinzani srl di Prato, per conto della proprietà dell'area, l'impresa pratese Edilborg, sono state accertati abusi e violazioni. Nel cantiere, è stata rilevata un'opera non autorizzata. Non vi è traccia, invece, del muro di contenimento, regolarmente previsto nel progetto, che poteva evitare il crollo. Non solo. I calcoli allegati al progetto sembrerebbero approssimativi e inadeguati. Da qui, la decisione della procura di rivalutare l'ipotesi di reato. Il fascicolo non è più aperto a carico di ignoti per frana colposa. Il pm Sandro Cutrignelli indaga ora per abusi edilizi e violazione della normativa del Genio civile. E sarebbero pronti a partire anche i primi avvisi di garanzia, pare a carico di quattro o forse cinque persone. Intanto, anche i tecnici del genio civile hanno comunicato le modalità di messa in sicurezza del cantiere. La relazione definita tecnicamente scheda tipo impone che le opere abbozzate nel cantiere debbano essere reinterrate. Una decisione completamente diversa da quella presa in considerazione nei giorni immediatamente successivi allo smottamento. Allora, per i tecnici era sufficiente realizzare un terrapieno di contenimento della palizzata in cemento che ha ceduto per impedire nuovi cedimenti. Ora, tutto cambia. Il cantiere intanto resta sottoposto a sequestro probatorio, cioè finalizzato alla acquisizione degli elementi che possano accertare le cause dello smottamento. E i lavori sono sospesi, ancora una volta. Ma le indagini sul cantiere della collina di San Gaggio, erano partite già da tempo. I vigili urbani dalla scorsa estate, erano impegnati ad accertare le denunce arrivate a Palazzo Vecchio. I residenti di via Castelli avevano segnalato che il cedimento del terreno era prevedibile, proprio per la natura argillosa della zona. Nell'agosto 2008, era stato dato l'ok per la concessione edilizia e al posto della prestigiosa villa di proprietà della famiglia Gucci doveva essere costruito dalla Pinzani Costruzioni il complesso immobiliare da quattordici appartamenti (ma secondo il progetto originario dovevano essere dodici) e diciassette box. I cittadini si erano rivolti al sindaco e i lavori si erano interrotti per alcuni mesi. Gli edifici erano incompatibili con il paesaggio, perché più alti della villa. Ma poi scavando in profondità ogni ostacolo era stato aggirato e con tutti i permessi in regola e l'opera di costruzione era ripartita, nel gennaio scorso. Nelle scorse settimane, dalla procura fiorentina è arrivato il nuovo stop. Valentina Marotta