Alemanno ai sindaci dEuropa "Entro 5 anni Centro pedonalizzato" Eco-stadio e 40 chilometri di nuove ciclabili. Cortei, pugno duro: la polizia ferma chi rompe la tregua COPENAGHEN - Sarà la suggestione di Copenaghen, i tricicli con ai pedale mamme atletiche (e parecchi padri) che portano nel marsupio meccanico fino a tre figli per volta. Sarà il vedere una città in cui andare in bici è la regola e non leccezione e le due ruote sono benviste sui mezzi pubblici. Fatto sta che la capitale danese è stata scelta dal sindaco Alemanno per esternare la sua visione della Roma dei prossimi anni. Una Roma con il centro pedonalizzato entro 5 anni, le piste ciclabili che avanzano, le energie rinnovabili che si sviluppano. A dire il vero lidea ad Alemanno era venuta già da qualche tempo. Tanto che aveva convocato Jeremy Rifkin, il guru delleconomia allidrogeno, per preparare un piano energetico basato sullenergia pulita e sulle smart grid, le reti intelligenti dellenergia che, nella visione rifkiniana, sostituiscono il modello centralizzato basato su pochi grandi impianti oggi alimentati per lo più con combustibili fossili. «Aderiamo al patto dei sindaci per il clima: un appello ai governi nazionali per dare un quadro normativo che permetta alle città di fare una battaglia per la riduzione delle emissioni che sono in gran parte concentrate nelle aree urbane», ha detto Alemanno nella City Hall di Copenaghen, dove ha preso parte al Climate summit for mayors, presentando il piano energetico elaborato con Rifkin. Un piano che contiene progetti pilota e regole generali per la città: dalle fonti rinnovabili al risparmio energetico; dalle «10 stazioni di distribuzione ibrida idrogeno-metano da costruire entro un anno» ai posti di lavoro nella green economy; dallarchitettura sostenibile allo stadio carbon free. Lobiettivo è preparare per il 2020, anno delle Olimpiadi, una città ecosostenibile. Alle idee originarie del progetto ieri se ne sono aggiunte due: la «Copenaghen green wheel», un sistema che trasforma la tradizionale bici in una elettrica-ibrida e il pugno di ferro contro i cortei che paralizzano il traffico: «Se qualcuno proverà a rompere la tregua farò intervenire la polizia». Sul fronte delle due ruote sono inoltre in arrivo 40 nuovi chilometri di piste ciclabili (i cantieri si aprono a giorni) che porteranno anche a Fiumicino, finanziati con 4,5 milioni. Per salire a un più 30 di rete ciclabile (ora lunga 120 chilometri). «Unoperazione di puro green washing», hanno commentato Angelo Bonelli, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, tre ecologisti presenti alla conferenza. «Alemanno in venti mesi da sindaco ha compiuto scelte nella direzione opposta: dal traffico, allurbanistica, allenergia, Roma è sempre più anti-ecologica, e le buone intenzioni del piano presentato oggi non possono nascondere lincapacità e la povertà di idee di questa giunta. Con Alemanno si registra un aumento drammatico del consumo di suolo fuori dal nuovo Prg: il bando per ledilizia residenziale sovvenzionata intaccherà aree agricole per 4 milioni di metri cubi. Il nuovo stadio, che il sindaco chiama carbon free, sarebbe il più grande scempio urbanistico degli ultimi decenni». Da Legambiente alle associazioni dei ciclisti: "Promesse fatte un anno fa, il Comune cominci subito da piccoli interventi a costo zero" "I soliti annunci ed è sempre traffico caos" Ecologisti scettici: "Slitta ancora lo stop alle auto e per le bici neanche un metro in più" "Il piano illustrato al vertice riguarda il futuro, noi attendiamo ancora azioni sulloggi" CECILIA GENTILE «Basta promesse, servono fatti». Gli ambientalisti e i ciclisti romani rimangono assai tiepidi agli annunci del sindaco Alemanno e del suo assessore allAmbiente De Lillo che arrivano da Copenaghen. «Quaranta chilometri di nuove piste ciclabili? Lassessore li aveva già annunciati più di un anno fa, ma non ne abbiamo visto neanche un metro», taglia corto il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, che lancia al Campidoglio la sua sfida. «Il sindaco non può dire che il centro storico sarà pedonalizzato entro cinque anni - protesta Parlati - vuol dire che si va oltre il suo mandato e questo non è morale nei confronti dei cittadini. Prima aveva detto, come il suo predecessore Veltroni, che bisognava aspettare la metro C e il parcheggio del Galoppatoio, dunque il 2013. Ora i tempi slittano ancora. Poi si scoprirà che dobbiamo aspettare la linea D della metropolitana. Il punto è che bisogna scegliere: traffico privato o trasporto pubblico? Adesso presenteremo noi al sindaco un piano di pedonalizzazione del centro storico da realizzare subito, senza aspettare la metro C». «Non vogliamo promesse di progetti a lungo termine - sottolinea Giuseppe Fiore, del coordinamento "Ditrafficosimuore" - Ma tanti piccoli interventi immediati a costo zero, che aumentino la sicurezza dei ciclisti. Dunque, come già abbiamo chiesto allassessore De Lillo, corsie preferenziali aperte alle biciclette, prolungamento dellorario in cui le bici possono viaggiare sui vagoni delle metropolitane, possibilità per le biciclette pieghevoli di essere caricate sui bus come si fa già per i passeggini e le valigie. Poi, importantissimi, interventi urbanistici di moderazione del traffico, come rotatorie, attraversamenti pedonali rialzati, allargamento dei marciapiedi. E più controlli e sanzioni dei vigili sulle auto in doppia fila e sugli eccessi di velocità sulle strade della capitale». «Il piano annunciato a Copenaghen riguarda il futuro - dice Fausto Bonafaccia, presidente di BiciRoma - Ma noi siamo sempre in attesa degli interventi sulloggi. Stiamo ancora aspettando che venga ripristinato il pezzo di ciclabile cancellato su viale della Moschea, che vengano sigillati con lasfalto i sampietrini sulla banchina del Tevere, che venga riaperto il ponte sulla ciclabile del Tevere Nord, chiuso ormai da 12 mesi perché pericolante. Ma intanto i ciclisti continuano a passare lo stesso oltre le transenne e a rischiare». Lex assessore allAmbiente Dario Esposito fa sapere che il masterplan delle ciclabili annunciato dal suo successore De Lillo era già pronto alla fine della consiliatura Veltroni. «Allora si chiamava Biciplan - racconta Esposito - Ogni municipio, in accordo con le associazioni dei ciclisti, aveva elaborato per il suo territorio un piano ciclabile poi consegnato al Comune. Io lho portato in giunta, ma non è stato approvato perché non cera più tempo. De Lillo lo ha scoperto dopo quasi due anni». Poi, riguardo allidea di Alemanno di adottare la ruota verde di Copenaghen per il bike sharing romano: «Bisognerebbe prima avere qualche dato per sapere se il bike sharing continua a funzionare - dice lex assessore - Ho limpressione che laver chiesto di pagare anche la prima mezzora abbia scoraggiato molti utenti ed abbia trasformato il sistema della bicicletta condivisa, pensato per gli spostamenti brevi, in un qualsiasi servizio di noleggio bici».