la crisi ha fermato il mercato delledilizia: Palazzo Marino deve restituire oneri già incassati Masseroli: "Il Pgt darà il rilancio" Ma in Consiglio la riforma urbanistica non decolla Ci sono i 6mila euro per il recupero di un sottotetto. E ci sono i 3 milioni e mezzo per una ristrutturazione complessiva di un intero palazzo di uffici in piazza IV Novembre. Soldi già versati nelle casse del Comune come oneri di urbanizzazione per cui adesso, però, è stata chiesta la restituzione. Perché quegli interventi non partiranno. Cancellati, come altri cantieri in città. Tanto che il conto, per Palazzo Marino, in questo 2009 non è mai stato così pesante: 5 milioni di euro, che dovranno essere rimborsati. Solo un segno di una crisi del mercato delledilizia «che questanno è stata ancora più profonda di quello precedente», conferma il presidente di Assimpredil Ance, lassociazione dei costruttori, Claudio De Albertis. E che, in totale, per lamministrazione si è tradotta in oltre 40 milioni di oneri di urbanizzazione in meno rispetto alle previsioni: dai 180 stimati ai 140 realmente incassati. A dimostrarlo non ci sono soltanto i numeri dei piani abbandonati, ma anche dei progetti presentati in Comune. Nel 2008, tra varianti e nuove costruzioni, le denunce di inizio attività erano già scese dalle 1.800 del 2007 a 1.500. Nel 2009 sono ulteriormente crollate di quasi il 27 per cento arrivando a sfiorare 1.100. Ma lassessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli è ottimista: «In un momento di crisi generale, il mercato di Milano ha tenuto: a dimostrarlo ci sono i cantieri che nonostante tutto si vedono in città. Il vero rilancio, però, avverrà grazie al nuovo Piano di governo del territorio che rappresenta il reale strumento anticiclico». Il documento urbanistico che sostituirà il vecchio Piano regolatore avrebbe dovuto iniziare ieri il percorso in consiglio comunale. Con un obiettivo fissato dal sindaco: essere adottato dallaula entro la fine di gennaio. Ma la prima seduta dedicata al Pgt non è neanche iniziata per mancanza del numero legale. Allappello non hanno risposto 11 consiglieri della maggioranza (12 se si conta anche Letizia Moratti che aveva annunciato la presenza ma che ha dato forfait per ragioni di salute) e lopposizione si è rifiutata di assicurare il quorum. Aprendo uno scontro politico con il centrodestra, che rischia di far naufragare laccordo sui termini per la presentazione degli emendamenti. Si costruisce di meno. O si rinuncia a costruire. Dai piccoli interventi come il sottotetto al grosso fondo immobiliare come nel caso della palazzina di uffici. «Sono tutti alla finestra - spiega De Albertis - . In questo momento si cerca di capire, ad esempio, cosa fare per il Piano casa o se sarà applicabile anche dopo il Piano di governo del territorio. Il problema più grande, però, per privati e imprese rimane la difficoltà di accedere al credito». Si aspetta, si rimanda. Anche se De Albertis ha speranze per il 2010: «Crediamo in unevoluzione positiva nella seconda metà del prossimo anno. Il periodo peggiore, per Milano, è stato la scorsa primavera-estate, ma da novembre abbiamo notato una ripresa del mercato delle compravendite». In città, intanto, ci sono anche i cantieri bloccati dalla crisi economica: la Torre delle Arti di 24 piani in via Principe Eugenio rimane uno scavo coperto da un telone, troppi i 70 milioni di euro che sarebbero serviti per far sorgere case di lusso, uffici e spazi culturali disegnati da artisti. Tra i progetti congelati anche un albergo da 19 piani in via Orobia: fermo. Proprio per la Torre delle Arti, però, Masseroli sostiene di avere «segnali postivi che il piano potrebbe andare ancora avanti, così come esiste una volontà di ripartire per Porta Vittoria e Santa Giulia».