Otto telecamere, una teca di vetro antiproiettile, una centrale elettronica che controlla temperatura e umidità e ogni 15 minuti invia i dati al Louvre Una bella passata di «Vedochiaro» spray due volte al giorno per il San Giovanni Battista di Leonardo, traslocato in Sala Alessi dal Louvre per un mese. Entusiasma troppo i milanesi - 100mila visitatori in diciotto giorni - che si possono avvicinare alla sua teca blindata fino quasi a toccarla con il naso o con le mani. Qualcuno lo fa. E non succede nulla. Nessun allarme per il dipinto superprotetto, e visibile a distanza molto ravvicinata grazie alla scatola di vetro blindata e antisfondamento che mantiene il quadro nelle condizioni ottimali. Solo qualche ditata sul doppio cristallo antiriflesso ed extrachiaro, prontamente cancellata con il prodotto speciale. È lunica piccola pecca dovuta al troppo amore di questo pubblico, per la maggior parte milanese, «colto, ordinato, che rispetta le regole e ringrazia» dice Valeria Merlini di Aleart, curatrice della mostra a Palazzo Marino, realizzata da Eni e Comune con il Louvre. Lanno scorso fu ospitato un Caravaggio della famiglia Odescalchi, La Conversione di Saulo, assicurato per 60 milioni di euro. Oggi laffascinante e misterioso San Giovanni Battista di Leonardo, tornato a Milano dopo 70 anni. Della sua assicurazione si sa solo che è superiore a quella del Caravaggio, mentre si raccolgono ogni 15 minuti, tutti i giorni, i dati climatici della bolla di vetro in cui il quadro è immerso, spediti poi al Louvre. Il museo parigino lo ha preteso, per controllare a distanza il suo capolavoro in trasferta. Nella sala protetta da otto telecamere e da un sistema di sicurezza di cui ovviamente non si danno notizie, dove nessuno alza la voce e dopo la fila si aspetta il turno per entrare nello scrigno scuro che accoglie il dipinto, lavora silenziosamente anche il sistema di controllo delle condizioni termo-climatiche, che non devono scartare neanche di un grado. La tavola, 57 centimetri per 69, sistemata dentro una grande teca in cristallo pesante 250 chili che si apre con quattro chiavi di sicurezza sigillate dentro buste, sta ad una temperatura costante tra i 20 e i 22 gradi, con il 50-55 per cento di umidità. Se si scende al 49 per cento o si sale al 56, scatta lallarme. E le condizioni microclimatiche ideali per il dipinto vengono prontamente ripristinate, mettendo un po dacqua distillata nella macchina in grado di stabilizzare lumidità, lelemento più importante per i dipinti su legno. «Al di sotto di una certa percentuale dumidità le fibre del legno si contraggono e quindi il colore tende a sollevarsi», spiega la Merlini. Dietro la scatola trasparente che accoglie il quadro, nascosta agli occhi del pubblico e protetta da una porta, cè una sorta di intercapedine, la stanza di una macchina speciale. Raccoglie i dati provenienti dai sensori dentro la teca e li invia direttamente al computer, ma soprattutto controlla lumidità. La assorbe se ce nè troppa, la fornisce se manca. Ogni 15 minuti tutto viene registrato, e se qualcosa non va un combinatore telefonico manda subito un sms, oltre allallarme sonoro. Mentre dallaltra parte il quadro continua ad essere ammirato, in silenzio, quasi con devozione. Magnificamente illuminato con lampade a luce sagomata e polarizzata, che mettono in rilievo la figura di San Giovanni nei minimi particolari. Producono leffetto candela, cioè come Leonardo vedeva il quadro, che volle accanto fino alla morte, alla luce della fiamma, lunica illuminazione artificiale del suo tempo. Una vera magia.
MILANO - Così la tecnologia protegge San Giovanni
Il dipinto "San Giovanni Battista" di Leonardo da Vinci è stato esposto al Louvre di Milano per un mese. La mostra è stata organizzata con il sostegno di Eni e Comune. Il quadro è stato trasferito in una sala protetta da otto telecamere e da un sistema di sicurezza. La sala è mantenuta a una temperatura costante tra i 20 e i 22 gradi e con un'umidità del 50-55%. I dati climatici vengono inviati al Louvre ogni 15 minuti. Il quadro è stato protetto con una scatola di vetro antiproiettile e antisfondamento. La mostra è stata molto popolare, con 100mila visitatori in diciotto giorni.
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